Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine
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comitato misto, la Parte lesa può, previa consultazione in seno a quest’ultimo, prendere le misure appropriate per ripristinare l’equilibrio. L’Accordo sull’abolizione degli ostacoli tecnici al commercio prevede che, se una Parte constata che l’altra non rispetta le condizioni dell’accordo può, previa consultazione del comitato misto, sospendere parzialmente o totalmente l’applicazione del suo allegato 1.
2.1.2.2 Negoziati su un accordo quadro istituzionale
I negoziati su un accordo quadro istituzionale sono oggetto di un rapporto dettagliato del Consiglio federale che è stato pubblicato il 26 maggio 202150, e le cui tappe essenziali sono riassunte di seguito.
Nel 2006, desideroso di consolidare la via bilaterale con l’UE, il Consiglio federale ha menzionato ufficialmente per la prima volta l’opzione di un «accordo quadro». Nel 2007 ha deciso di valutare se un tale accordo fosse opportuno, rispondendo così al Parlamento che a più riprese, dal 2002, chiedeva di analizzarne l’opportunità e la fattibilità. Anche l’UE ha manifestato il proprio interesse per un «accordo quadro», come confermano le conclusioni dell’8 dicembre 2008 del Consiglio che fissano come obiettivo la messa a punto di un meccanismo istituzionale per gli accordi bilaterali. Tuttavia, è soltanto dal 2010 che la Svizzera e l’UE hanno cominciato a esplorare sotto il profilo tecnico questa possibilità istituendo a tal fine un gruppo di lavoro comune. I risultati del gruppo di lavoro, giudicati incoraggianti malgrado l’esistenza di notevoli divergenze, hanno permesso alla Svizzera di fissare la sua strategia e i suoi principi relativi a una soluzione istituzionale. Di fronte a una crescente pressione da parte della Commissione europea, che voleva vedere risolte le questioni istituzionali prima di avanzare su qualsiasi altro dossier in sospeso, nel 2012 la Svizzera ha elaborato alcune proposte concrete e le ha presentate all’UE. Questi scambi hanno rilanciato i dibattiti a livello tecnico consentendo alla Svizzera e all’UE di definire, nel 2013, un non-paper comune contenente tre possibili opzioni negoziali. La Svizzera e l’UE hanno scelto la terza opzione, imperniata su un modello a due pilastri nel quale le questioni interpretative e di vigilanza sarebbero state di competenza della Svizzera e dell’UE, ognuna sul proprio territorio; per la CGUE era previsto un ruolo nella composizione delle controversie.
È su questa base che nel 2014 erano stati avviati i negoziati. Tra il 2014 e il 2018 le delegazioni della Svizzera e dell’UE si sono incontrate regolarmente nel quadro di tornate negoziali formali. Pur riuscendo ad abbozzare diversi compromessi riguardanti in particolare i meccanismi istituzionali, si è rivelato però impossibile trovare una soluzione su alcune questioni materiali legate all’ALC, ovvero alla direttiva 2004/38/CE e alle misure di accompagnamento svizzere nel campo della protezione dei salari.
Il 23 novembre 2018 l’UE ha comunicato alla Svizzera di ritenere conclusi i negoziati sull’accordo quadro istituzionale e ha cominciato a esercitare una pressione crescente affinché si giungesse a una rapida conclusione del progetto di accordo quadro istitu-
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