Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 896 pagine

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I negoziati sono stati condotti in 14 diversi gruppi negoziali tra marzo e dicembre del 2024 sotto la guida del caponegoziatore Patric Franzen, segretario di Stato supplente del DFAE. Sei dipartimenti, più di 20 uffici federali e oltre 70 esperti hanno fatto parte di una struttura ben equilibrata in cui la ponderazione tra interessi settoriali e generali è stata definita di comune accordo. L’approccio «a pacchetto» ha permesso di mantenere una visione d’insieme durante l’intero processo (oltre 200 tornate negoziali), anche se, per ragioni tattiche o politiche, i negoziati sono stati portati avanti più o meno velocemente nei singoli settori. I colloqui esplorativi e i negoziati con l’UE sono stati accompagnati da contatti a livello politico e in particolare da incontri tra la presidenza della Confederazione e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, da una parte, e tra il capo del DFAE, il consigliere federale Ignazio Cassis, e il vicepresidente della Commissione europea, Maroš Šefčovič dall’altra (v. n. 1.3).

Al fine di ottimizzare la gestione dei colloqui con l’UE e gli attori nazionali dal punto di vista politico e dei contenuti, il 31 agosto 2022 l’Esecutivo ha istituito una struttura organizzativa diretta dal capo del DFAE. Questa organizzazione comprende un gruppo direttivo in cui sono rappresentati tutti i dipartimenti e la Cancelleria federale (CaF), nonché un organo più ristretto (gruppo di pilotaggio) composto dal DFAE, dal DFGP, dal DEFR e dalla CaF. Un gruppo di lavoro interdipartimentale guidato dal segretario di Stato del DFAE, Alexandre Fasel, è stato incaricato di coordinare il lavoro di attuazione nazionale a livello operativo.

Gli attori politici svizzeri sono stati sistematicamente coinvolti già dall’estate del 2021. Quando è stata creata la struttura organizzativa del progetto, è stato istituzionalizzato anche un comitato consultivo (Sounding Board), sempre presieduto dal capo del DFAE, per consentire la partecipazione diretta dei Cantoni, delle parti sociali e dell’economia. Durante i colloqui esplorativi sono stati organizzati incontri paralleli con un gran numero di attori politici nazionali. Fin dall’inizio il Consiglio federale ha voluto dare al processo una solida base. Nel dialogo sull’Europa tra la Confederazione e i Cantoni, guidato dai capi del DFAE e del DEFR, le singole tappe e sfide sono state regolarmente esaminate e, su richiesta, approfondite in riunioni tecniche nell’ambito della Commissione Europa della Conferenza dei Governi cantonali (CdC). Un dialogo costante con le commissioni competenti delle Camere federali ha garantito il loro coinvolgimento ed è servito al Consiglio federale per monitorare costantemente la fattibilità del progetto dal punto di vista della politica interna. Il DEFR, il DATEC e il DFGP hanno inoltre avviato diversi forum di discussione sugli elementi chiave del pacchetto per la politica nazionale: protezione dei salari, immigrazione, tasse universitarie, energia elettrica e trasporti terrestri. Le preoccupazioni dei Cantoni, delle commissioni parlamentari, delle città e dei Comuni, delle associazioni, delle imprese, delle parti sociali e dei partiti politici sono state analizzate in parte con la partecipazione dei rispettivi capi di dipartimento e i risultati sono confluiti nella posizione della Svizzera sul piano della politica estera. Il Consiglio federale è dell’opinione che questi colloqui e negoziati di politica interna, condotti con coerenza, abbiano permesso di trovare il punto di massima convergenza possibile nella ricerca delle soluzioni più adatte a tutelare gli interessi della Svizzera nella prospettiva dell’approccio «a pacchetto».