Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/57: Pacchetto d’ordinanze in materie ambientale, primavera 2026 · 44 pagine

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raccolte separatamente in modo coordinato sull’intero territorio della Svizzera. Nel marzo 2024, inoltre, nell’ambito dell’iniziativa parlamentare 20.433 «Rafforzare l’economia circolare svizzera»11, è stata approvata una revisione della LPAmb, con l’obiettivo di promuovere l’uso rispettoso delle risorse e l’economia circolare. Infine, anche la mozione 18.3712 «Meno rifiuti plastici nelle acque e nei suoli» della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale chiede di ridurre l’impatto ambientale della plastica. In definitiva, il presente progetto contribuisce anche a perseguire la strategia climatica della Svizzera12.

Contesto internazionale

Nell’UE, il più importante partner commerciale della Svizzera, dal 1994 è in vigore una direttiva completa sugli imballaggi (direttiva 94/62/CE13). È stata sottoposta a revisione più volte e adeguata alle mutate condizioni tecniche ed economiche. Nel dicembre

2024 è stato adottato un nuovo regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di

imballaggio (UE) 2025/4014 vincolante per tutti gli Stati membri (v. anche cap. 3). Di conseguenza, la direttiva sugli imballaggi finora in vigore, recepita dagli Stati membri dell’UE nelle rispettive legislazioni nazionali, viene abrogata.

Sia la direttiva sia il nuovo regolamento disciplinano gli imballaggi in modo più rigoroso rispetto alla Svizzera. Le imprese svizzere che effettuano forniture nell’UE sono tenute a rispettare le norme dei singoli Stati membri derivanti dalla direttiva sugli imballaggi, e in futuro dovranno attuare il regolamento sugli imballaggi dell’UE.

Riquadro 2 – Attività dello Stato a supporto delle iniziative del settore privato

Come illustrato nel riquadro 1, il settore economico sta già affrontando alcune delle sfide note, in particolare impegnandosi per incrementare la ripresa degli imballaggi in plastica provenienti dai rifiuti urbani.

Per realizzare queste iniziative, sono necessarie determinate condizioni quadro, come è emerso nel corso di laboratori organizzati con i rappresentanti del settore nell’ambito della VOBU del presente progetto. In primo luogo gli imballaggi in plastica dovrebbero essere esclusi dal monopolio dei rifiuti urbani dei Cantoni, in modo da poter istituire un sistema di raccolta nazionale. Richiedere una concessione per la raccolta differenziata in ogni Comune è una procedura onerosa che nuoce all’efficienza. Inoltre, disposizioni armonizzate per tutte le imprese consentono di creare condizioni eque e di eliminare il problema del «freeriding».

Parallelamente, occorre tenere conto delle esigenze di Cantoni e Comuni come pure dei consumatori. Ad esempio, da un punto di vista ecologico non è auspicabile che in una determinata zona operino contemporaneamente i sistemi privati di raccolta più disparati. Sistemi di raccolta diversi occupano in genere poco spazio pubblico e generano un traffico aggiuntivo con le relative conseguenze (sovraccarico stradale, inquinamento acustico e atmosferico), il che riduce il vantaggio ecologico della raccolta differenziata. Allo stesso tempo, sarebbe auspicabile una raccolta

11 20.433 | Rafforzare l’economia circolare svizzera| Oggetto | Il Parlamento svizzero

12 Strategia climatica a lungo termine 2050

13 Direttiva 94/62/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 1994, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, GU L 365 del 31.12.1994, pag. 10; modificata da ultimo dal regolamento (UE) 2025/40, GU L 2025/40, 22.1.2025.

14 Regolamento (UE) 2025/40 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 2024, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, che modifica il regolamento (UE) 2019/1020 e la direttiva (UE) 2019/904 e che abroga la direttiva 94/62/CE, GU L 2025/40, 22.1.2025.