Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/76: Legge federale sui prodotti della canapa (LPCan) – attuazione dell’iniziativa parlamentare 20.473 · 186 pagine

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già in età scolare. Il consumo in giovane età è però particolarmente problematico, in quanto in questa fase lo sviluppo cerebrale non è ancora concluso e un consumo persistente di canapa può avere ripercussioni negative sullo sviluppo psichico e sociale e sui risultati scolastici. Anche in questo il divieto si è rivelato inefficace, visto che i giovani hanno comunque accesso alla canapa e una prevenzione credibile risulta difficile a causa del consumo illegale diffuso. Polizia e giustizia devono inoltre far fronte a un mercato illegale consolidato che consegue utili enormi, mentre Stato e società si fanno carico dei costi legati alle conseguenze sanitarie e sociali del consumo e al perseguimento penale. Nel complesso, la Commissione ritiene pertanto che l’approccio proibitivo abbia fallito.

La Commissione è dell’avviso che un accesso legale ma strettamente regolamentato alla canapa per gli adulti sia maggiormente idoneo a proteggere la salute pubblica. Aumentando la qualità e la sicurezza dei prodotti, si potrebbe garantire una protezione migliore ai consumatori. Questi potrebbero anche essere informati in modo oggettivo sui prodotti e sui rischi legati al consumo di canapa. Non dovendo più temere un perseguimento penale, i consumatori potrebbero essere generalmente raggiunti più facilmente, il che consentirebbe una prevenzione più efficace e migliorerebbe il rilevamento precoce di un consumo problematico. Si potrebbero anche promuovere forme di consumo meno rischiose. Un quadro legale consentirebbe inoltre di proteggere meglio i giovani dall’esposizione alla canapa e di dissuaderli dal consumarne. Grazie a un rigoroso divieto di dispensazione ai minorenni, l’accesso alla canapa potrebbe essere reso maggiormente difficoltoso. Riducendo le dimensioni del mercato illegale, i giovani vi sarebbero anche meno esposti. Con prescrizioni accompagnatorie come un divieto generale di pubblicità e misure di prezzo, si potrebbe garantire che la canapa non diventi più allettante nonostante sia legalmente accessibile. Queste prescrizioni potrebbero anche contribuire in via generale a proteggere la popolazione dagli effetti negativi del consumo di canapa. Un accesso legale alla canapa per gli adulti potrebbe inoltre arginare il mercato illegale. Nel complesso, si potrebbero così impiegare risorse in modo mirato per la riduzione del consumo problematico della canapa, per garantire la protezione dei giovani e per contrastare il traffico illecito organizzato.

Ai fini della protezione della salute pubblica, la Commissione intende quindi creare un quadro legale che disciplini l’impiego della canapa come sostanza dannosa senza incoraggiare il consumo. La canapa è una sostanza psicoattiva il cui consumo è nocivo per la salute. Deve dunque continuare a essere considerata uno stupefacente e non deve essere trattata come un normale bene di consumo («ordinary commodity»). La canapa non deve essere commercializzata. Piuttosto, la regolamentazione deve consentire un impiego più responsabile e meno rischioso e quindi un’attuazione più efficace dei quattro pilastri (prevenzione, terapia, riduzione dei danni e repressione) nel settore della canapa.

Alla luce della situazione da tempo insoddisfacente, la Commissione ritiene che sia giunto il momento, dopo diversi adeguamenti puntuali, di dare un nuovo orientamento alla politica in materia di canapa. L’introduzione della procedura della multa disciplinare ha portato semplificazioni, ma non è stata in grado di risolvere il problema del consumo illegale diffuso. Il divieto dei medicamenti a base di canapa è già stato abrogato, separando così chiaramente l’impiego medico dal consumo nel tempo libero. Le