Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/23: Decreto federale concernente il finanziamento di uscite per l’armamento dell’esercito tramite un aumento dell’imposta sul valore aggiunto · 44 pagine
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Compendio
Il progetto prevede di garantire il rafforzamento necessario in via prioritaria della sicurezza e della difesa della Svizzera. L’aumento limitato a una durata di dieci anni dell’imposta sul valore aggiunto di 0,8 punti percentuali proposto a tale scopo permetterà alla Svizzera di generare maggiori entrate e di utilizzarle a destinazione vincolata. In questo contesto un Fondo per gli armamenti in grado di contrarre debiti aumenterà la flessibilità nel gestire i pagamenti.
Situazione iniziale
Il rapporto complementare al rapporto sulla politica di sicurezza 2021 risalente a settembre 2022 e il messaggio sull’esercito 2024 hanno evidenziato l’inasprimento della situazione di minaccia dall’inizio della guerra in Ucraina e le relative conseguenze. La Strategia in materia di politica di sicurezza della Svizzera 2026, attualmente in consultazione, illustra i cambiamenti della situazione che si sono verificati da allora nel contesto in cui si trova la Svizzera. I seguenti sviluppi sono significativi: negli ultimi anni la situazione globale in materia di sicurezza e il contesto geopolitico in cui si trova la Svizzera sono peggiorati sensibilmente. La situazione in materia di politica di sicurezza è diventata più instabile e meno sicura, mentre l’ordine internazionale basato sul diritto internazionale è messo a dura prova. Ciò avviene in un contesto globale in cui i principi e le strutture dell’ordine precedenti si indeboliscono e sempre più Stati perseguono i loro interessi attraverso minacce o l’uso della violenza nonché sfruttando dipendenze economiche per obiettivi egemonici. Nel contesto europeo diversi Paesi stanno rispondendo a questa situazione rafforzando rapidamente le loro capacità di difesa e aumentando i propri budget. Gli Stati europei prendono molto sul serio questa minaccia e si impegnano a rafforzare rapidamente la capacità di difesa autonoma dell’Europa.
Anche la Svizzera è interessata da questi sviluppi ed è alle prese con forme di conflitto ibride, tra cui ciberattacchi, attività di disinformazione, spionaggio ed esplorazione. Tuttavia, a causa delle misure di risparmio adottate negli scorsi decenni, l’esercito non è dotato di un equipaggiamento sufficiente in particolare per poter far fronte in modo adeguato alle minacce più probabili, come attacchi a distanza e conflitti ibridi. Ad esempio, sarebbe possibile proteggere solo poche infrastrutture critiche e centri urbani. A ciò si aggiunge la situazione tesa sul mercato degli armamenti: a causa dell’eccesso di domanda i beni d’armamento diventano sempre più costosi e al momento dell’ordine occorre versare un acconto di almeno un terzo del prezzo di acquisto in modo che le aziende produttrici assicurino una consegna in tempo utile. La crescita prevista delle uscite per l’esercito all’uno per cento del PIL entro il 2032 non è sufficiente a questo scopo. Inoltre, questa crescita non è ancora finanziata nel bilancio della Confederazione. Ciò ha ripercussioni negative sulla protezione del Paese e della popolazione.
Per questo motivo vi è un fabbisogno supplementare di risorse finanziarie allo scopo di rafforzare la sicurezza e la difesa della Svizzera. Questo fabbisogno supplementare non si limita soltanto alle uscite per l’armamento. Per garantire una protezione completa del nostro Paese, anche gli uffici federali civili con compiti rilevanti per la sicurezza devono sviluppare e ampliare le loro capacità. Infatti, senza i servizi delle attività