Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/23: Decreto federale concernente il finanziamento di uscite per l’armamento dell’esercito tramite un aumento dell’imposta sul valore aggiunto · 44 pagine

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sufficientemente elevati (di norma un terzo dell’importo totale al momento dell’ordine). Grazie alle risorse finanziarie disponibili nell’UE per acquisti di armamenti, che ammontano a un massimo di 800 miliardi di euro (ReArm Europe4, cfr. n. 2.3), questa tendenza è destinata ad accentuarsi ulteriormente. La capacità di versare acconti è quindi un fattore fondamentale per ridurre i tempi di consegna. Determinati Paesi effettuano pagamenti anticipati del 100 per cento sugli ordini e altri, come ad esempio la Germania, finanziano lo sviluppo delle capacità produttive della propria industria. Di conseguenza, le consegne di munizioni e sistemi d’arma molto richiesti vengono posticipate di diversi anni se non vengono versati acconti significativi. Ogni rinvio degli acquisti di armamenti comporta la perdita di possibili finestre temporali per la produzione e significa che la Svizzera riceverà i sistemi necessari in ritardo e a prezzi più alti.

La Svizzera dispone di una base tecnologica e industriale rilevante in materia di sicurezza, che secondo la strategia in materia di politica d’armamento del 20 giugno 2025 dovrà essere rafforzata. Inoltre, dovranno essere potenziati la ricerca, lo sviluppo, l’innovazione e la cooperazione internazionale in materia di armamenti della Svizzera.5 Anche questo potenziale deve essere tenuto in considerazione e sfruttato.

Coinvolgimento della Svizzera

Anche se è probabile che la Svizzera non sia colpita dalla finestra di vulnerabilità che si sta delineando nella stessa misura degli Stati membri della NATO o dell’UE, potrebbe essere considerata un obiettivo interessante in quanto «anello più debole della catena» per indebolire gli Stati membri della NATO e/o dell’UE circostanti. Ciò vale in particolare per le infrastrutture critiche di importanza transfrontaliera, che potrebbero essere colpite tra l’altro da ciberattacchi, sabotaggi e attacchi a distanza. Gli attacchi a queste infrastrutture chiave di importanza europea, ad esempio nel settore dell’energia, dei dati digitali e dei vettori del traffico, potrebbero ripercuotersi rapidamente sui Paesi circostanti attraverso effetti a cascata, cosa che fa apparire la Svizzera come un rischio per la sicurezza all’interno dell’architettura di difesa europea. La protezione sistematica di queste infrastrutture critiche e interconnesse a livello transfrontaliero è fondamentale sia per la capacità di agire della Svizzera che per la stabilità dell’Europa. La Svizzera dovrebbe essere in grado di fornire il proprio contributo.

Indipendentemente da questa circostanza, la pressione politica da parte degli Stati partner dovrebbe continuare ad aumentare e, in una situazione deteriorata, portare a contromisure politiche ed economiche se la Svizzera dovesse essere percepita come «opportunista». A ciò si aggiunge il fatto che la Svizzera, in quanto Stato neutrale, non ha diritto all’assistenza dell’alleanza. La neutralità comporta piuttosto l’obbligo di proteggere in modo efficace il proprio territorio.

Minacce più probabili per la Svizzera

Attualmente vi sono due forme di minaccia probabili sulle quali devono essere concentrate in modo prioritario le capacità dell’Esercito svizzero.

4 White Paper for European Defence Readiness 2030

5 FF 2025 2151