Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/38: Revisione parziale della legge sulle telecomunicazioni (LTC) nell'ambito della sicurezza · 85 pagine
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gestori di infrastrutture critiche resi possibili dalle infrastrutture informatiche presenti in Svizzera.
È dunque fondamentale che la Svizzera rafforzi la resilienza delle sue infrastrutture di telecomunicazione e che i fornitori adottino le misure tecniche, amministrative e opera- tive necessarie. Questa tendenza è osservabile anche in politica; diverse iniziative par- lamentari avanzano richieste simili. Quali esempi di vedano il Postulato Z`Graggen (22.4411) «Strategia per la sovranità digitale della Svizzera», la Mozione Dittli (23.3002) «Migliorare la sicurezza dei dati digitali più importanti della Svizzera», non- ché le Mozioni Juillard (24.3209) e Chappuis (24.3363) «Creare in Svizzera un’infra- struttura digitale sovrana nell’era dell’intelligenza artificiale».
La resilienza delle infrastrutture di telecomunicazione in Svizzera implica anche la ne- cessità di garantire la stabilità e la sicurezza delle infrastrutture di telecomunicazione, nonché poter adottare misure normative per la loro protezione. Comprende anche la capacità delle reti di continuare a fornire singoli servizi quando altri sono interrotti, e la capacità di continuare a fornire servizi indipendentemente dalla disponibilità di servizi esteri. La sicurezza informatica delle infrastrutture di telecomunicazione rappresenta una grande sfida per la Svizzera: l’uso massiccio delle tecnologie dell’informazione rende il Paese particolarmente vulnerabile in questo settore64.
L’articolo 48a capoverso 1 prevede già, nella sua versione vigente, un obbligo per i fornitori di servizi di telecomunicazione di lottare contro la manipolazione non autoriz- zata di impianti di telecomunicazione mediante tecniche di telecomunicazione. Se- condo il messaggio sull’ultima revisione della LTC65, tale disposizione ha lo scopo di lottare contro gli attacchi informatici (ad es. diffusione di malware, ostacolo nella forni- tura di servizi web tramite attacchi DDoS). Alla luce dell’articolo sullo scopo, ora esteso in merito alla protezione dalle minacce informatiche e al rafforzamento della resilienza delle infrastrutture di telecomunicazione, questi compiti dovrebbero essere sanciti chia- ramente anche come compito per i fornitori. A tale scopo questi ultimi devono adottare misure tecniche, operative e amministrative per lottare contro la manipolazione non autorizzata delle infrastrutture di telecomunicazione mediante tecniche di telecomuni- cazione. A questo fine sono autorizzati a deviare o impedire collegamenti e dissimulare informazioni.
Cpv. 2
Non sono solo i fornitori a dover contribuire ad un’attuazione efficace delle misure estese di cui agli articoli 48a e 48b. Piuttosto, anche l’UFCOM dovrebbe assumere nuovi compiti in questo contesto, affinché gli obiettivi cui tali misure ambiscono possano essere completamente raggiunti. In futuro dovrà così sorvegliare, rilevare e valutare i fattori che mettono a rischio la resilienza delle infrastrutture di telecomunicazione o che possono mettere a repentaglio la protezione dalle minacce informatiche. In tale ambito valuta in particolare se sussiste un rischio per la sicurezza delle infrastrutture di teleco- municazione di cui all’articolo 48b. Si noti che l’UFCOM è sì responsabile di provvedere affinché gli articoli 48a e 48b siano attuati in maniera corretta (cpv. 3) sulla base delle informazioni tecniche, operative e amministrative di cui dispone, l'applicazione dell'ar- ticolo 48c è invece riservata al Consiglio federale. L’attuazione di quest’ultimo articolo spetta infatti piuttosto al Consiglio federale. Per adottare una misura del genere,
64Schwaab (2023)