Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/45: Revisione della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS 2030) · 163 pagine
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Tabella 6 Scostamenti stimati del livello del debito pubblico in caso di aumento
simultaneo delle aliquote IVA e del tasso di contribuzione AVS secondo la variante 3a, sia in punti percentuali del PIL nominale che in miliardi di franchi (valori scontati al livello del 2025)
Guida alla lettura: con un aumento dell’IVA dal 2031, per effetto dei meccanismi sopra descritti, nel 2040 i debiti sarebbero più elevati di un importo pari allo 0,2 per cento del PIL del 2025 ovvero di 2,32 miliardi di franchi.
Misura 2031 20352040
Variante 3a 0,02 % 0,15 % 0,2 %
(+0,7 punti percen fr. 0,15 mia. fr. 1,27 mia. fr. 2,32 mia.
tuali IVA; +0,2 punti
percentuali tasso di
contribuzione)
Fonte: BAK Economics
5.2.3 Minori entrate derivanti dalle imposte sul reddito in seguito all’aumento dei contributi AVS
I contributi AVS supplementari sarebbero deducibili a livello fiscale, il che comporte rebbe minori entrate derivanti dalle imposte sul reddito.
Un aumento dei contributi salariali AVS di 0,2 punti percentuali, secondo la variante 3b, genererebbe minori entrate ricorrenti derivanti dall’imposta federale diretta. Secondo le stime dell’AFC, basate sulle maggiori entrate attese per l’AVS per effetto dell’aumento dei contributi salariali, le minori entrate annue ammonterebbero nel 2031 a circa 60 mi lioni di franchi, di cui circa 45 milioni (78,8 %) sarebbero a carico della Confederazione. Questo risultato deriva dall’aliquota fiscale marginale stimata per l’imposta federale di retta, pari a circa il 7 per cento. Inoltre, questa stima dell’AFC si basa sulla somma complessiva attesa dei contributi AVS supplementari riscossi tramite i contributi sala riali, pari a 1001 milioni di franchi. Questa somma complessiva sarebbe ripartita a metà tra la quota dei datori di lavoro e quella dei lavoratori. L’entità della riduzione dei redditi delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipenderebbe dalla misura in cui i lavora tori assumerebbero non soltanto i propri contributi ma anche quelli dei datori di lavoro sotto forma di perdite salariali (incidenza fiscale). Dati empirici mostrano che spesso i datori di lavoro ripercuotono i propri contributi sui salari reali dei dipendenti tramite una crescita salariale rallentata (v. n. 5.4.1.2). Sulla base di un metastudio, la stima ipotizza che a medio termine i lavoratori si farebbero carico, oltre che dei propri contributi, anche del 70 per cento dei contributi dei datori di lavoro92. Di conseguenza, il reddito delle persone esercitanti un’attività lucrativa si ridurrebbe complessivamente dell’85 per cento della somma attesa dei contributi AVS supplementari. Per coprire il 15 per cento residuo dei contributi paritetici supplementari (o il 30 % dei contributi dei datori di la voro), vi sarebbero sostanzialmente due possibilità. La prima sarebbe di ridurre gli utili aziendali, il che genererebbe minori entrate per le imposte sull’utile. La seconda sa rebbe di ripercuotere questa parte dei contributi supplementari sui prezzi al consumo.
92 Angel Melguizo e José Manuel González-Páramo, «Who bears labour taxes and social contributions? A meta-analysis approach», in SERIEs, 2013, vol. 4, n. 3, pagg. 247–271.