Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/45: Revisione della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS 2030) · 163 pagine
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mento e oltre. Al contempo, in vista di una futura riforma, intende creare le basi neces sarie per poter valutare un’ampia flessibilizzazione dell’età di riferimento. Alla luce dell’evoluzione demografica, tuttavia, la questione dell’età di riferimento si porrà inevi tabilmente a medio e lungo termine. In questo contesto, è necessario sviluppare ulte riormente i dati individuali degli assicurati, affinché in futuro si possa tenere meglio conto dei diversi percorsi professionali.
Flessibilizzazione dell’età di riferimento
Nelle discussioni sul futuro della previdenza per la vecchiaia e sull’evoluzione demo grafica, viene ripetutamente sottolineata la necessità di adeguare maggiormente le pre stazioni ai vari percorsi professionali individuali dei diversi gruppi della popolazione. I livelli di formazione, i percorsi professionali e la speranza di vita variano sensibil mente, il che fa emergere la questione di una flessibilizzazione dell’età di riferimento che tenga meglio conto della durata effettiva della vita attiva. Le persone che hanno iniziato la propria carriera professionale in giovane età presentano generalmente una durata di attività più lunga. Viceversa, per le persone che hanno svolto una lunga for mazione accademica la durata della vita attiva fino all’età di riferimento è più breve. Parallelamente, è generalmente riconosciuto che non è ragionevolmente esigibile pro lungare la durata della vita attiva nel caso di determinate professioni particolarmente gravose. Appare dunque legittimo chiedersi come tenere conto di questa eterogeneità di situazioni sia al momento del pensionamento che, più in generale, nel sistema della previdenza per la vecchiaia. Attualmente l’età di riferimento è fissata nell’AVS in modo uniforme a 65 anni, mentre l’importo delle prestazioni dipende già dal numero di anni di contribuzione e dall’importo dei contributi versati. Una flessibilizzazione dell’età di riferimento inciderebbe però non solo sul sistema pensionistico, ma anche sul mercato del lavoro e sul coordinamento tra le varie assicurazioni sociali.
Parallelamente alle attività relative al presente progetto, per sviluppare modelli alterna tivi di pensionamento è stato istituito un gruppo di lavoro interdipartimentale con esperti del diritto del lavoro e delle assicurazioni sociali. In questo modo, il Consiglio federale adempie al contempo il mandato parlamentare conferitogli con il postulato Regazzi 25.3731 «AVS 2030. Istituire un gruppo di esperti per una riforma sostenibile e orien tata al futuro». Nell’ambito delle sue discussioni il gruppo di lavoro dovrà analizzare dettagliatamente quali modelli alternativi potrebbero essere introdotti nel sistema sviz zero delle assicurazioni sociali e in particolare quali modelli permetterebbero di rag giungere al meglio l’obiettivo auspicato.
Necessità di nuovi dati
Per flessibilizzare l’età di riferimento nell’ambito di una futura riforma, occorre esami nare modelli alternativi di pensionamento che tengano conto, ad esempio, della gravo sità del lavoro, della professione o della carriera. La concezione di tali modelli presup pone tuttavia la disponibilità di dati di carattere socioprofessionale più dettagliati di quelli attualmente esistenti nell’AVS. I dati individuali attualmente disponibili si limitano sostanzialmente allo statuto contributivo dell’assicurato (lavoratore dipendente, lavora tore indipendente o persona senza attività lucrativa) e al reddito da attività lucrativa soggetto a contribuzione. L’AVS sa pertanto se una persona assicurata sia dipendente,