Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/45: Revisione della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS 2030) · 163 pagine

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mento dei 60 anni, e al più tardi dopo 48 anni di contribuzione. In questo modo, le per sone potrebbero andare in pensione al più presto a 60 anni, rispetto ai 63 previsti oggi. Per contro, chi non ha pagato abbastanza contributi riscuoterebbe una rendita dal mo mento del compimento di 44 anni di lavoro. Attualmente i periodi di contribuzione com piuti tra i 18 e i 20 anni (cosiddetti anni di gioventù) possono essere impiegati per col mare eventuali lacune contributive successive. Il modello degli anni di contribuzione abolirebbe questa possibilità. Va inoltre tenuto presente che l’obbligo contributivo dell’AVS è determinante anche per le altre assicurazioni sociali. Di conseguenza, an drebbe chiarito l’impatto sull’obbligo contributivo nelle altre assicurazioni sociali, qua lora una persona non raggiungesse la soglia di reddito prevista dall’AVS e non ver sasse dunque contributi a questa assicurazione.

Questo modello si fonderebbe dunque sulla carriera e partirebbe da una definizione del lavoro essenzialmente legata ai contributi pagati. È dunque rivolto in primo luogo alle persone che sono entrate presto nel mondo del lavoro e hanno quindi iniziato presto a versare contributi all’AVS. Tuttavia, l’importo dei contributi pagati non riflette né la du rata né l’intensità effettive dell’attività professionale: è infatti possibile pagare molti con tributi lavorando poco o, al contrario, lavorare molto intensamente versando contributi relativamente bassi. Inoltre, un modello del genere dovrebbe poter essere adeguata mente modulato per tenere conto delle situazioni delle persone incapaci al lavoro, che svolgono compiti sociali o che si trovano temporaneamente senza impiego non per propria colpa, le quali non raggiungerebbero la soglia di reddito prevista e non potreb bero quindi farsi computare anni di contribuzione. Per garantire un trattamento equo e adattato ai percorsi di vita reali, sarebbe indispensabile affinare la definizione di un anno di lavoro, includendovi parametri supplementari quali la professione esercitata, il grado di occupazione o determinate interruzioni involontarie di carriera. Ciò presup pone la raccolta di ulteriori dati e, se del caso, il loro completamento in modo da per mettere un adattamento minuzioso e coerente del modello. Preso nella sua versione originale, questo modello genererebbe disparità di trattamento ed effetti soglia difficil mente giustificabili.

Modello del lavoro gravoso

Questo modello prevede un regime particolare per le persone che hanno esercitato una professione impegnativa dal punto di vista fisico o psichico. Paesi quali la Francia e l’Austria hanno adottato modelli di questo genere. In Svizzera non esiste alcuna re golamentazione, né nell’AVS né nel 2° pilastro, che prescriva un regime del genere. Per contro, vi sono alcune soluzioni collettive specifiche, la più nota delle quali è la Fondazione per il pensionamento anticipato nel settore dell’edilizia principale (FAR), che consente ai lavoratori del settore principale dell’edilizia di andare in pensione anti cipatamente a partire dall’età di 60 anni. In base ai criteri che adempiono, possono beneficiare di una rendita ordinaria o ridotta. Hanno inoltre la possibilità di differire la riscossione della rendita in modo da aumentare l’importo di quest’ultima.

Il modello basato sulla gravosità del lavoro mira a tenere conto del fatto che per un lavoratore che ha esercitato una professione particolarmente gravosa è difficile lavo rare tanto a lungo quanto altri lavoratori. Le persone interessate potrebbero riscuotere anticipatamente la propria rendita di vecchiaia senza le riduzioni attualmente previste