Rapporto esplicativo

Consultazione 2026/50: Modifica dell’ordinanza sulla liquidità (esigenze relative alla preparazione per l’ottenimento di un sostegno alla liquidità da banche centrali) · 54 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 6Fedlex · Rapporto esplicativo

Rapporto esplicativo concernente la modifica dell’ordinanza sulla liquidità

_____________________________________________________________________________________________________________

patrimoniali, sia dal punto di vista legale che operativo, in modo tale da poter utilizzare le linee di liquidità delle banche centrali.

Quale alternativa all’introduzione di esigenze relative alla preparazione si potrebbe considerare di introdurre la possibilità di inasprire in modo significativo il requisito LCR, che dovrebbe essere soddisfatto mediante attività liquide di elevata qualità («high quality liquid assets», HQLA). Ciò pregiudicherebbe tuttavia la capacità delle banche di svolgere la loro funzione fondamentale di intermediari. Non essendo realistico né economicamente ragionevole che le banche debbano detenere una dotazione di liquidità tale da poter superare ad esempio una corsa agli sportelli («bank run») di qualsivoglia entità senza ricevere aiuto dall’esterno,12 nel presente progetto l’accento è posto sull’estensione del potenziale di un sostegno alla liquidità da banche centrali.

Durante l’elaborazione dei parametri di riferimento del Consiglio federale13, il DFF, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) e la BNS hanno esaminato diverse alternative in merito all’impostazione dell’esigenza quantitativa minima relative alla preparazione per le SIB. Tali alternative sono state accantonate per i motivi indicati di seguito.

Alternativa 1 (orientamento alle scadenze contrattuali degli impegni): questa variante avrebbe previsto deflussi pari a una percentuale prestabilita delle scadenze contrattuali in tre scenari con orizzonti temporali a 7, 30 e 90 giorni. A causa del tasso di deflusso forfettario applicato a tutte le categorie di prodotti, la conseguenza sarebbe stata una calibrazione approssimativa, simile a quella del «leverage ratio» nell’ambito del capitale. Per le SIB, ciò avrebbe portato a un concetto parallelo all’attuale approccio basato sul rischio previsto dal capitolo 4 OLiq, al quale si è preferito rinunciare.

Alternativa 2 (orientamento ai valori patrimoniali dell’attivo di bilancio accettati dalle banche centrali): secondo questa variante, la banca avrebbe dovuto preparare una quota percentuale prestabilita di valori patrimoniali nell’attivo di bilancio, idonei a ottenere sostegno alla liquidità. Con questo approccio, l’interferenza nel modello aziendale della banca sarebbe stata minima. L’orientamento esclusivo all’attivo di bilancio avrebbe tuttavia fatto sì che il concetto non fosse basato sul rischio, in quanto l’esigenza non si sarebbe basata sul rischio di deflusso rilevante in una situazione di crisi. Inoltre, per la definizione della quota di attivi prestabilita, dedurre in modo giustificabile una percentuale adeguata sarebbe stato molto difficile.

Alternativa 3 (orientamento alla LCR, aumentata di un fattore forfettario, oppure orientamento alle esigenze particolari esistenti in materia di liquidità di cui al capitolo 4

12 Ammann et al., Reformbedarf in der Regulierung von «Too Big to Fail»-Banken, 19 maggio 2023, pag. 24, consultabile all’indirizzo: https://www.newsd.admin.ch/newsd/message/attachments/79254.pdf; Group of Thirty (G30), Bank Failures and Contagion: Lender of Last Resort, Liquidity, and Risk Management, 9 gennaio 2024, pag. 2, consultabile all’indirizzo: https://group30.org/images/uploads/publications/G30_Lessons-23- Crisis_RPT_Final.pdf.

13 Parametri di riferimento del Consiglio federale del 6 giugno 2025 per la modifica della legge sulle banche, pag. 12 seg., consultabile all’indirizzo: https://cms.news.admin.ch/dam/it/derschweizerische-bundesrat/cYxquSiwptQM/tbtf-eckwerte-it.pdf.