1.6 Certificato di salario, cifra 2.3: Altre prestazioni accessorie al salario

Info IVA 08 · Quote private

In vigore · Stato dal 17 settembre 2022

AFC · Info IVA 08 · n. 1.6 · Italiano

Si è in presenza di un’altra prestazione accessoria al salario quando il datore di lavoro sostiene determinate spese per poi mettere a disposizione del dipendente la relativa prestazione. Tali prestazioni devono essere dichiarate nel rendiconto IVA sulla base della loro qualifica ai fini dell’IVA.

Esempi

  • Il datore di lavoro consegna gratuitamente a un dipendente un abbonamento generale, senza che sussista alcuna necessità professionale per farlo. Il prezzo d’acquisto dell’abbonamento deve essere indicato alla cifra 2.3 del certificato di salario. L’importo si intende IVA inclusa e deve essere dichiarato all’aliquota normale.

  • Il datore di lavoro mette gratuitamente a disposizione di un dipendente un appartamento a scopo abitativo. Alla cifra 2.3 del certificato di salario deve essere indicato un importo che corrisponde alla pigione usuale nella regione. Nella fattispecie si tratta di una locazione esclusa dall’imposta senza diritto all’opzione conformemente all’articolo 21 capoverso 2 numero 21 in combinato disposto con l’articolo 22 capoverso 2 lettera b LIVA.

[Illustrazione: nell’originale]

Eventuali contributi ai costi da parte del dipendente per le prestazioni accessorie al salario riducono il valore da dichiarare nel certificato di salario e di conseguenza la quota privata soggetta all’IVA. Tuttavia, i contributi ai costi devono essere dichiarati come cifra d’affari sulla base della qualifica delle prestazioni ai fini dell’IVA.

Se il datore di lavoro corrisponde al dipendente un’indennità per il tragitto dal domicilio al luogo di lavoro, tale importo viene dichiarato come indennità per le spese professionali alla cifra 2.3 del certificato di salario. Tuttavia, in tal caso, il datore di lavoro non esegue alcuna prestazione per il dipendente ai sensi dell’articolo 3 lettera c LIVA e, in assenza di un rapporto di prestazione, non ne derivano conseguenze ai fini dell’IVA.

Se un datore di lavoro fornisce ai dipendenti gratuitamente beni che diventano di loro proprietà e se nel contempo i dipendenti sono tenuti per contratto a utilizzare questi beni durante l’esercizio dell’attività professionale per presentarli alla clientela (ad es. indossare la collezione del negozio di abbigliamento per cui lavorano), si presuppone che alla base della fornitura dei beni vi sia un motivo imprenditoriale. Se tali prestazioni devono figurare nel certificato di salario, si applica quanto stabilito alla cifra 1.1.