Rapporto sui risultati

Consultazione 2000/30: Legge sulla radiotelevisione (LRTV) · 62 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 40Fedlex · Rapporto sui risultati

Società svizzera degli artisti-interpreti chiede una quota minima per le opere locali (ad esempio 5 %). Una tassa di promozione del cinema pari al massimo al 4 % dei proventi lordi è richiesta da ARF, Commissione del cinema, Cinésuisse e Suissimage. Il PPD si schiera in linea di principio a favore della promozione delle opere artistiche svizzere (oltre alla musica e ai film, anche il cabaret, la letteratura, la pittura, ecc.), respinge tuttavia una quota fissa. La SSR ribadisce la problematica delle quote che per via del principio europeo della non discriminazione non possono essere legate alla nazionalità, bensì, ad esempio, alla lingua.

La SSR giudica inutile la condizione secondo cui l'emittente deve rispettare le prescrizioni in materia di diritto del lavoro e garantire le condizioni di lavoro di categoria (art. 44 cpv. 3 lett. c); USS e SSM chiedono invece che bisogna mirare ai contratti di lavoro collettivi. La separazione dell'attività redazionale dalle attività economiche (lett. d) è accolta favorevolmente da Presse romande e FRP.

6.6.3.4 Procedura di concessione dei diritti d'accesso (art. 45)

Ai sensi dell'articolo 45 cpv. 1 secondo periodo, la Commissione può ascoltare le cerchie interessate prima di accordare i diritti d'accesso. Singoli partecipanti chiedono un obbligo di consultazione (SSR, CRRT) in particolare delle autorità nella regione in questione (Cantoni BS e BL), ma anche delle istituzioni della pubblica istruzione (FSFA).

Se le domande inoltrate sono più numerose dei diritti d'accesso da assegnare, conformemente all'avamprogetto (art. 45 cpv. 3) si prendono in considerazione le emittenti che adempiono meglio le condizioni di cui all'art. 44 cpv. 1. La SSR mette in dubbio questi concorsi fondati su determinati criteri ("Beauty Contests")difficilmente giudicabili, Swisscable vuole adottare quale base dei sondaggi d'opinione rappresentativi tra la popolazione; il gruppo di lavoro Bergradios esige una maggiore protezione delle emittenti esistenti.

6.6.3.5 Obbligo di diffusione (art. 51 cpv. 1)

L'avamprogetto non limita l'obbligo di diffusione agli esercenti di reti via cavo, ma include anche altri fornitori di servizi di telecomunicazione (FST). Swisscable definisce fallace la scelta delle parole, perché dà l'errata impressione che tutti i fornitori di servizi di telecomunicazione possono diffondere programmi radiotelevisivi. Un obbligo di diffusione per tutti i FST è respinto da VIT e Sunrise, in quanto la convergenza si realizzerà molto più tardi del previsto e perciò non tutti i FST dispongono di un'adeguata infrastruttura.

Vari pareri richiedono maggiori obblighi per gli esercenti di reti via cavo (Cantoni UR, AG; SSM, Medien-Forum, TeleSuisse, VSP, PRS, BTM, Teleclub, Sat 1, Presse TV, Radio Sunshine, Radio Argovia, Pool 2000, TeleNewsCombi) o la cessazione dei loro monopoli (Arbus). Il Cantone AG chiede un obbligo di concessione per gli esercenti di reti via cavo al fine di salvaguardare gli interessi nazionali.

Dall'altro lato, numerosi partecipanti alla consultazione vogliono ridurre in modo massiccio l'obbligo di diffusione e assoggettare alla regola must-carry solo i programmi del servizio pubblico della SSR: Economiesuisse, HEV, ASUT, SICTA.