Rapporto sui risultati
Consultazione 2003/204: Legge sulle funivie · 13 pagine
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impianti a fune appartiene alla Confederazione, sarebbe necessario procedere al coordinamento di determinati aspetti.
La nuova legge non terrebbe conto a sufficienza delle funicolari. Il rapporto sarebbe caratterizzato dagli interessi prevalentemente turistici delle funivie (Litra).
3.4 Aspetti di diritto ambientale
Alcuni interpellati esprimono riserve circa la scarsa considerazione attribuita in alcuni ambiti agli aspetti legati al diritto ambientale e alla pianificazione del territorio. Eccone i dettagli:
- Nell’ambito della procedura di concessione occorrerebbe evidenziare l’impatto ambientale delle funivie. Si deplora per esempio che la documentazione da presentare all’UFT
nell’ambito della domanda di concessione non preveda anche indicazioni circa le ripercussioni ambientali o la sostenibilità economica del progetto da approvare (ATA, pro natura, FSPCP, PES, WWF). Si propone pertanto che il Consiglio federale esiga dal richiedente la
presentazione di documenti relativi alla sicurezza, all’ecocompatibilità, all’economicità o,
ancora (WWF), allo sviluppo territoriale dell’impianto previsto.
- L’avamprogetto si concentrerebbe prevalentemente su aspetti relativi alla sicurezza. La FSPCP auspica pertanto un’estensione dei requisiti fondamentali anche ad aspetti economici, ecologici e socioculturali.
- Procedura semplificata: il WWF e la CFNP fanno notare che la procedura semplificata non andrebbe applicata in base al criterio della durata d’esercizio. Infatti, anche gli impianti che restano in funzione per meno di tre anni o in modo provvisorio possono avere un impatto estremamente negativo sulla natura e sul paesaggio. Pertanto la CFNP propone di ricorrere alla procedura semplificata non solo quando l’impianto viene rimosso nel giro di tre anni, ma anche (in modo cumulato) se le sue ripercussioni sul territorio e l’ambiente non sono notevoli. Il WWF chiede di stralciare definitivamente il criterio della durata d’esercizio dalla procedura semplificata e sollecita inoltre che i servizi cantonali o comunali responsabili certifichino che il progetto previsto non ha ripercussioni negative considerevoli per il territorio e l’ambiente. Si chiede inoltre che vengano consultate anche organizzazioni di protezione della natura e del paesaggio, in quanto le autorità competenti non possono disporre di conoscenze specifiche sulla flora e la fauna di una determinata regione (ATA, pro natura, FSPCP, PES).
- Anche l’attuazione e la realizzazione di quanto stabilito nelle condizioni di concessione per il settore ambientale dovrebbero essere contemplati dalla legge come presupposti per il rilascio dell’autorizzazione d’esercizio. Oltre alla sicurezza, vanno prese in considerazione
l’ecocompatibilità e l’economicità di un progetto (CFNP, FSPCP).
- ATA, pro natura, FSPCP e PES fanno notare che le disposizioni sulla vigilanza non
menzionano minimamente i rischi ambientali. Per loro è indispensabile che la costruzione sia sorvegliata da organi competenti e che al termine di ogni progetto venga svolta una verifica approfondita. Per migliorare la situazione, si propone che, ad opera ultimata, l’autorità di vigilanza ne verifichi la conformità in base alla concessione e all’autorizzazione a costruire.
- La FSPCP ritiene che vada prestata sufficiente attenzione non solo alla sorveglianza della costruzione, ma anche ad una gestione ecocompatibile dell’esercizio, ricorrendo per esempio ad un ecoaudit. In tal senso viene inoltre chiesto un completamento della rispettiva
disposizione. La sorveglianza della costruzione è auspicabile anche per il WWF, il quale esige inoltre che, in caso d’insufficiente adempimento dei requisiti, la concessione sia sospesa fino al raggiungimento di tutti gli standard di sicurezza e di protezione dell’ambiente richiesti.
Secondo ATA, pro natura, FSPCP e PES la legge deve prescrivere che, qualora un impianto metta in pericolo persone, beni o l’ambiente, debbano essere adottati tutti i provvedimenti necessari a ristabilirne la sicurezza e che in caso contrario l’esercizio dell’impianto possa essere limitato o vietato.
- Critico il parere del Comune di Flims, dell’Associazione dei Comuni Svizzeri e della
Landschaft Davos Gemeinde nei confronti dei criteri per il rilascio della concessione, integrati