Rapporto sui risultati
Consultazione 2003/38: Revisione totale dell'Ordinanza sulle poste · 15 pagine
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3.2.3. Accesso al servizio universale
I partecipanti alla consultazione approvano a larga maggioranza le disposizioni relative all'accesso alle prestazioni del servizio universale.
Articolo 6 - Rete di uffici postali
La maggior parte dei partecipanti, e in particolare i Cantoni, preferirebbe che nell'ordinanza non venissero stabiliti parametri vincolanti per tutti e caldeggia una formulazione aperta che dia alla Posta un margine di manovra imprenditoriale sufficiente per sviluppare la rete di uffici postali e fissi chiare condizioni quadro. Vari pareri sono esplicitamente favorevoli ad un'interpretazione che riprenda quanto esposto nelle spiegazioni. Il PLR, l'UDC, le associazioni economiche e l'Associazione svizzera dei banchieri sono contrari alla creazione ad ogni costo di una rete capillare di uffici postali. Il PPD fa notare che nel settore postale le prestazioni di qualità devono essere economicamente accessibili a tutti, a prescindere dal reddito e dal domicilio degli utenti. Occorre tutelare ad ogni costo la coesione nazionale e il principio di equilibrio. Se per alcuni si è tenuto conto in misura insufficiente delle esigenze della clientela urbana e locale (BS e Unione delle città svizzere), per altri la definizione di "rete capillare" e "distanza ragionevole" è imprecisa (VD, PS, acsi, Associazione dei comuni svizzeri, SIC Svizzera, USS, Sindacato della comunicazione, Fédération romande des consommateurs e Fondazione per la protezione dei consumatori). I Cantoni di UR, GR, TI, JU, LU e VS ritengono che sia necessario specificare anche nell'avamprogetto cosa si intende per "distanza ragionevole" dall'ufficio postale più vicino, riprendendo la definizione che figura nelle spiegazioni, secondo cui oltre il 90% della popolazione dovrebbe poter raggiungere entro 20 minuti l'ufficio postale più vicino, a piedi o con i mezzi di trasporto pubblico (pareri analoghi di SO, NE, OW e transfair). Una minoranza chiede una disposizione più ampia in base alla quale oltre il 90% della popolazione deve poter raggiungere l'ufficio postale più vicino entro 15 minuti, a piedi o con i trasporti pubblici (PS, USS, Sindacato della comunicazione, Fondazione per la protezione dei consumatori, acsi e SAB). La commissione deve tuttavia decidere sulle deroghe (acsi, PS). Il PS chiede inoltre di inasprire questa disposizione in modo che non si creino utenti di "seconda categoria". Quattro Cantoni (AR, AI, TG e JU), il PPD, il SAB e l'USS chiedono di introdurre nell'avamprogetto un ulteriore disciplinamento degli orari d'apertura degli uffici postali.
Conformemente all'avamprogetto, la Posta deve eccezionalmente poter proporre un'offerta ridotta di prestazioni del servizio universale, qualora fosse possibile, nell'interesse dell'utenza, mantenere un ufficio postale che altrimenti rischierebbe la chiusura. Numerosi partecipanti sono favorevoli a questa possibilità (tra l'altro SH e SG); altri chiedono che in tutti gli uffici postali vengano fornite in generale tutte le prestazioni del servizio universale (UR, PS, USS, transfair, Sindacato della comunicazione, Unione delle città svizzere, Città di Ginevra, Fondazione per la protezione dei consumatori, acsi, Federazione svizzera del turismo e SAB).
La CCT-CdS chiede di riprendere esattamente la formulazione dell'articolo 2 capoverso 3 LPO (rivisto), senza l'ultimo periodo, nell'articolo 6 capoverso 1 dell'avamprogetto di revisione OPO. La commissione è d'accordo con l'articolo 6 capoverso 3 dell'avamprogetto, a condizione che per "sviluppo" s'intenda non solo lo smantellamento della rete degli uffici postali, ma anche una sua eventuale estensione. Inoltre, ritiene che gli orari d'apertura vadano disciplinati nell'ordinanza e che sia mantenuta la qualità del recapito, in particolare nelle regioni di montagna e periferiche.