Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/125: Semplificazione della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto · 314 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 237Fedlex · Rapporto esplicativo

Ciò provoca un aumento del dispendio di riscossione per l’amministrazione. I problemi di delimitazione tra prestazioni imponibili e prestazioni escluse dall’imposta, nonché tra prestazioni imponibili all’aliquota normale e prestazioni imponibili all’aliquota ridotta, sono rilevanti anche nel quadro della possibilità di riforma, ragione per la quale su questo versante non ci si deve aspettare alcuno sgravio per l’amministrazione. Va pertanto ipotizzato un aumento dell’effettivo di personale di 40–50 unità. Non si è invece tenuto conto di un eventuale minore fabbisogno a mente dei singoli provvedimenti di miglioramento e di semplificazione della legge conformemente al modulo «Legge fiscale» (n. 3.1.1).

6.4 Imposizione delle prestazioni di servizi assicurative

6.4.1 Situazione iniziale

Le prestazioni di servizi assicurative sono attualmente escluse dall’imposta (art. 18

n. 18 LIVA), ossia le operazioni non sono imponibili e non ne può venire dedotta come imposta precedente l’IVA che grava sugli investimenti e sulle prestazioni preliminari.

6.4.2 Assoggettamento all’IVA delle operazioni di assicurazione

Descrizione della possibilità di riforma: l’assoggettamento all’IVA delle operazioni di assicurazione è esigente dal profilo tecnico. Per questo motivo le prestazioni di assicurazione sono parzialmente imponibili soltanto in pochi Paesi (Nuova Zelanda, Australia, Singapore, Sudafrica, Messico).

La Nuova Zelanda ha scelto uno speciale approccio per assoggettare all’IVA le operazioni di assicurazione cose. Il cosiddetto «modello neozelandese» è conformato sulle mere assicurazioni contro i rischi (ossia le assicurazioni senza quota di risparmio). È assoggettato all’imposta unicamente il valore della prestazione di intermediazione del rischio dell’assicuratore. Il valore della prestazione di intermediazione dell’investimento – e quindi della quota di risparmio – rimane non tassato. Anche nel caso delle mere assicurazioni cose sussiste una piccola quota di risparmio, perché tra il pagamento del premio e il pagamento del danno esiste una differenza temporale e le assicurazioni devono mantenere riserve.

L’approccio neozelandese può essere decritto come segue:

(1) L’assicuratore fattura all’assicurato il premio assicurativo compresa l’IVA.

a. Se è contribuente all’IVA, l’assicurato può fare valere come imposta precedente l’IVA che grava sul premio assicurativo.

b. Se l’assicurato non è contribuente all’IVA la deduzione dell’imposta precedente decade per sua propria natura.

(2) Se l’assicurato ha un diritto di risarcimento del danno nei confronti

dell’assicuratore, quest’ultimo gli versa il risarcimento del danno con un supplemento in misura pari al tasso dell’aliquota.

a. L’assicuratore non subisce alcuna perdita perché può dedurre il supplemento come imposta precedente a prescindere dal fatto che l’assicurato sia contribuente o no all’IVA.