Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/125: Semplificazione della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto · 314 pagine
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correttamente una base di calcolo dell’imposta. Grazie a una riduzione conseguente delle eccezioni, il dispendio in fatto di riscossione e di pagamento da parte dei contribuenti e dell’amministrazione è fortemente ridotto. È inoltre aumentata la trasparenza dell’onere fiscale. Questa semplificazione fondamentale riduce infatti l’attuale tassa occulta (taxe occulte), e l’economia può trarne profitti con un evidente impulso di congiuntura.
L’introduzione di un’aliquota unica per l’IVA è possibile: in Danimarca o in Slovacchia sono applicate aliquote uniche a livelli notevolmente più elevati di quella svizzera (Danimarca: 25 %; Slovacchia: 19 %). Per i consumatori l’aliquota di imposta del 6 percento e la soppressione delle eccezioni costituiscono un’agevolazione fiscale per numerosi beni come case, automobili, mobilia o apparecchi elettronici. Per contro, per i beni attualmente colpiti da un’imposta ridotta, segnatamente quelli dei settori alimentari e della sanità, è previsto un maggior onere fiscale che si mantiene comunque nei limiti. Per i due quinti delle economie domestiche, ossia per quelle a basso reddito, il maggiore onere corrisponde a 14 franchi al mese per economia domestica. Attualmente inoltre, le fasce a reddito più elevato approfittano delle aliquote ridotte in più larga misura delle fasce a basso reddito: per ogni franco di riduzione dell’onere fiscale sugli acquisti di generi alimentari e di bevande non alcoliche delle classi inferiori di reddito, l’onere fiscale delle classi superiori di reddito diminuisce simultaneamente di 2 franchi.
Sebbene l’introduzione dell’aliquota unica abbia ripercussioni minime sulle spese delle economie domestiche deboli, viene discusso un modulo di compensazione di tali ripercussioni esterno al sistema dell’imposta sul valore aggiunto. Un simile correttivo socio-politico potrebbe ammortizzare il maggior onere delle economie domestiche durante una fase di transizione. Il correttivo sarebbe però garantito da un aumento di 0,1 punti percentuali, limitato nel tempo, dell’imposta sul valore aggiunto. Inoltre la possibilità dello sgravio fiscale successivo ammortizza l’assoggettamento di settori attualmente esonerati dall’imposta. Anche tale provvedimento di compensazione è finanziabile tramite questi 0,1 punti percentuali di aumento dell’IVA.
● Quale alternativa al modulo “Aliquota unica” viene presentata la variante “Sanità”. Tale variante prevede un’aliquota unica del 6,4 per cento e il settore della sanità rimane – come allo status quo – escluso dall’imposta. Le ripercussioni finanziarie sulle economie domestiche a basso reddito sono nettamente inferiori rispetto al modulo “Aliquota unica”, per cui si può rinunciare a un correttivo socio-politico. Inoltre non è necessario aumentare temporaneamente l’aliquota unica per finanziare lo sgravio fiscale successivo.
● Il modulo «2 aliquote» completa il piano di 50 misure con un sistema di imposta sul valore aggiunto a due aliquote. Esso va inteso come un’alternativa al modulo «Aliquota unica» e consiste in una differenziazione tra aliquota normale del 7,6 percento e aliquota ridotta del 2,4 percento sui prodotti dei settori alimentari, cultura, sport, formazione, alloggio e sanità. Come nel modulo «Aliquota unica», anche nel modulo «2 aliquote» sono abolite 20 delle attuali 25 eccezioni all’imposta. I menzionati settori sono imposti con l’aliquota ridotta per motivi socio-politici. Nel contempo sono tenute in considerazione le esigenze dei settori interessati. Nel caso di questo modulo si può pertanto rinunciare al correttivo socio-politico. Il sistema a due aliquote qui proposto comporta una maggiore complessità ed un’aliquota più elevata rispetto al modulo «Aliquota unica», per