Rapporto sui risultati
Consultazione 2006/14: Ordinanza sulla maturità professionale federale · 17 pagine
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deterrente. Viene da alcuni richiesta anche l‟indicazione di un numero massimo di ore di studio. Inoltre, i Cantoni e i docenti chiedono che sia specificato anche il totale delle lezioni dell‟insegnamento (scolastico) di maturità professionale per garantirne la frequenza in cicli di formazione paralleli alla formazione professionale di base. Alcuni chiedono la specificazione di un fattore di conversione delle ore di studio in lezioni.
Sezione 2: Insegnamento per la maturità professionale
In particolare gli articoli 6 e 9 hanno suscitato ampie proteste.
I Cantoni, i docenti e le conferenze scolastiche respingono i campi di apprendimento interdisciplinare, ritenendo i contenuti troppo eterogenei e il numero di lezioni troppo esiguo. Le voci critiche asseriscono che i contenuti di cultura generale di base, in particolare quelli socio-politici ed economici, non verrebbero trasmessi in modo sufficiente e che, inoltre, mancherebbero i docenti con le necessarie qualifiche disciplinari. Vengono richieste delle modifiche nell‟offerta di materie specifiche.
Diverse organizzazioni del mondo del lavoro fanno notare che le aziende di tirocinio che sollecitano la frequenza di cicli di formazione di maturità professionale, lo fanno supponendo che le persone in formazione acquisiscano ulteriori competenze specialistiche, a vantaggio dell‟azienda stessa. Tali organizzazioni deplorano che nel progetto di ordinanza non venga fatta menzione di questo vantaggio supplementare.
Le scuole universitarie professionali temono in particolare che il sapere disciplinare non venga sufficientemente promosso e criticano il fatto che all‟interdisciplinarità venga accordato troppo spazio. Esse interpretano l‟articolo 9, capoverso 3 («3 Le persone in formazione devono scegliere una delle combinazioni offerte, a prescindere dal campo in cui compiono la formazione professionale di base.») nel senso che i maturandi avrebbero la facoltà di scegliere una combinazione di materie specifiche in base alle loro preferenze personali, con il risultato che verrebbe sempre più a mancare il sapere disciplinare approfondito e integrale. Di conseguenza, le scuole universitarie professionali non sarebbero più in grado di garantire i 180 punti ECTS per il diploma bachelor senza oneri supplementari e senza un esame di ammissione.
In generale, ci si attende la reintroduzione degli indirizzi di maturità professionale ai fini di una chiara identificazione: professione – insegnamento per la maturità professionale - campo di studio presso la scuola universitaria professionale.
Art. 6 Ripartizione dell‟insegnamento
La nuova ripartizione dell‟insegnamento viene messa in discussione (cfr. art. 7-9). Viene accolto favorevolmente, per contro, l‟inserimento al capoverso 2 del progetto didattico interdisciplinare obbligatorio.
Art. 7 Materie fondamentali
Alcuni rappresentanti dei docenti chiedono il mantenimento delle sei attuali materie fondamentali. Si oppongono al percorso comune poiché presumono che le stesse materie fondamentali comportino contenuti ed esigenze uguali all‟interno della fascia proposta di lezioni e ore di studio, conformemente alle spiegazioni (punto 3.3). Essi chiedono che alle materie fondamentali sia consacrato un numero di lezioni tale da consentire una preparazione ottimale dei gruppi professionali ai cicli di studio delle scuole universitarie professionali. Nelle lingue straniere deve continuare ad essere possibile una differenziazione dei livelli richiesti: questa condizione è soddisfatta dal maggior numero complessivo di lezioni di lingua straniera risultante per le professioni che prevedono tale insegnamento per l‟attestato federale di capacità.
Le scuole universitarie professionali ritengono che la parte delle lingue nelle materie fondamentali sia di gran lunga troppo elevata rispetto alle scienze esatte. Alla vigilia dell‟elaborazione del progetto di ordinanza sulla maturità professionale non si è riusciti a