Rapporto esplicativo

Consultazione 2007/95: Seconda revisione dell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim) · 44 pagine

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ancora utilizzate per un periodo di 54 mesi, vale a dire fino al 27 giugno 2011. Conformemente al disegno dell’allegato 1.16 ORRPChim, i divieti di immissione sul mercato e di utilizzazione di sostanze e preparati contenenti PFOS devono entrare in vigore il 1°dicembre 2009. Per quanto concerne le schiume antincendio, le disposizioni transitorie sanciscono che possono essere utilizzate fino al 30 novembre 2013 purché siano state immesse sul mercato entro il 1° dicembre 2009. Pertanto, i detentori di schiume antincendio in Svizzera sono trattati come quelli nell’UE. L’entrata in vigore del divieto di utilizzazione dilazionata di 30 mesi mitiga le ripercussioni economiche negative. Nella tabella seguente, la riduzione delle riserve di concentrati schiumogeni antincendio contenenti PFOS in depositi e impianti industriali è rappresentata dal calo naturale seguito alla sostituzione causata dalla limitata durata di conservazione. Si ipotizza una durata di conservazione di 15 anni, come previsto nella strategia britannica di limitazione dei rischi. Un’altra ipotesi ammessa è che i concentrati schiumogeni privi di PFOS siano stati acquistati a partire dal 2003, vale a dire due anni dopo l’arresto della produzione da parte del maggior produttore globale di PFOS.

Tabella: evoluzione delle percentuali di concentrati schiumogeni contenenti PFOS e privi di PFOS nei depositi e impianti industriali

Anno 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 20142015

PFOS 80 % 73 % 67 % 60 % 53 % 47 % 40 % 33 % 27 % 20 % 13 %

Privo di 20 % 27 % 33 % 40 % 47 % 53 % 60 % 67 % 73 % 80 % 87 % PFOS

Il calcolo mostra che anche con la concessione del termine di transizione proposto, circa il 30 per cento ancora dei concentrati schiumogeni corrispondente a 300/420 t devono essere sostituiti e smaltiti fino a cinque anni prima del termine previsto. Ma le cifre chiariscono anche che la probabilità di rilascio di PFOS nell’ambiente raggiunge il massimo durante il periodo di transizione. Tuttavia, è accettabile nella misura in cui è il rischio di un incendio è minimo. Valutazioni britanniche ipotizzano un evento (definito come interruzione dell’attività per oltre 24 ore a causa di un incendio o di un’esplosione) per ogni località nell’arco di 40 anni. Per incendi di maggior portata il tasso di ricorrenza è più basso e ammonta allo 0,0015 per località e anno (un evento per località in 688 anni).

Con un tasso di utilizzazione del 15 per cento riferito alle scorte, scambiala sostituzione dei concentrati schiumogeni contenenti PFOS stoccati nei depositi dei corpi dei pompieri è nettamente più rapido. Se tale processo è iniziato anche qui nel 2003, le scorte residue di prodotti contenenti PFOS saranno già esaurite. Peraltro, i sondaggi in Gran Bretagna hanno mostrato che il tasso di utilizzazione potrebbe essere decisamente più basso, ossia intorno allo 0,5 per cento. Ciò potrebbe significare che nel 2009, anno dell’entrata in vigore della nuova normativa, l’80-95 per cento delle 800 t di schiume AFFF stoccate presso le caserme dei corpi pompieri potrebbe contenere ancora PFOS. Date le proprietà PBT dei PFOS è opportuno ridurre al minimo il rilascio di queste sostanze prima dell’entrata in vigore, nel giugno del 2013, del divieto generale di utilizzazione, e autorizzare l’impiego di dette schiume antincendio da parte dei corpi pompieri soltanto per la lotta contro gli incendi di grave portata ma non più per le esercitazioni.