Avamprogetto e rapporto

Consultazione 2008/101: Approvazione e attuazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla cibercriminalità · 47 pagine

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necessari per risalire a ulteriori provider e al percorso della comunicazione. Le autorità inquirenti devono specificare in modo sufficientemente dettagliato i dati che desiderano ottenere. L’obiettivo di questa fase non consiste nell’individuare per nome l'autore o il destinatario dei messaggi95.

Con l'entrata in vigore del Codice di procedura penale del 5 ottobre 200796, il ministero pubblico potrà richiedere informazioni sui collegamenti (mittente e destinatario, orario) e altri dati relativi al traffico e alla fatturazione per tutti i crimini e delitti (art. 273 CPP). L'ordine deve essere approvato dal giudice dei provvedimenti coercitivi, ma non presuppone un reato specifico fissato in un elenco e può essere richiesto con effetto retroattivo. Tenuto conto del principio della proporzionalità97, l'esclusione di semplici contravvenzioni non inficia l'adempimento dei requisiti della Convenzione, che sono quindi soddisfatti dal diritto vigente.

Inoltre, l'articolo 14 capoverso 4 LSCPT rimane applicabile per tutti i reati commessi in Internet98, incluse le contravvenzioni. In base a questa disposizione, il provider è tenuto a fornire all'autorità competente tutte le informazioni che consentono di identificare l'autore del reato, tra cui anche informazioni e dati che permettono di stabilire il percorso della comunicazione. L'articolo 14 capoverso 4 va applicato in modo capillare a tutto il settore «Internet»99 e si riferisce sia a indirizzi IP statici che dinamici100. In entrambi i casi non si può partire dal presupposto di una misura di sorveglianza in senso tradizionale ai sensi della LSCPT; l'autorità inquirente può avanzare una richiesta direttamente al servizio competente, indipendentemente dal reato fatto valere101.

2.2.17 Articolo 18 – Ingiunzione di produrre

Ai sensi dell'articolo 18 capoverso 1 lettera a della Convenzione, l'autorità inquirente competente può obbligare chiunque a fornire dati informatici immagazzinati, che si trovano in suo possesso. Questa disposizione è coperta dal diritto svizzero (obbligo di edizione della persona non indiziata) ed è ripresa nella sua essenza anche nel Codice di procedura penale102. In caso di rifiuto vi è la possibilità di applicare misure coercitive.

Inoltre, i fornitori di servizi (cpv. 1 lett. b) sono obbligati, su ordine dell'autorità competente, a fornire i dati dei clienti103, ma non quelli riguardanti il collegamento o il contenuto. L'articolo 18 della Convenzione104 non disciplina quindi l'identifica-

95 N. 169 del rapporto esplicativo (cfr. nota 1).

96 Prevista per il 01.01.2011.

97 Art. 15 della Convenzione.

98 Questo termine può rappresentare una restrizione rispetto ai reati «commessi tramite l'utilizzo di un sistema informatico».

99 Cfr. decisione della Commissione di ricorso DATEC del 27.04.2007, J-2003-162, consultabile all'indirizzo www.reko-inum.admin.ch.

100 Un indirizzo IP (Internet protocol) statico è costituito da un numero univoco composto da quattro serie di cifre assegnato ad ogni computer connesso ad Internet. Un indirizzo IP dinamico, invece, viene assegnato in modo non permanente e temporaneo a una connessione fissa. Oggi come in passato rappresenta il caso più frequente e viene attribuito all'utente dal service provider selezionato per la durata della sessione Internet. Ne risulta che lo stesso indirizzo dinamico viene utilizzato ogni giorno da numerose persone. Dal punto di vista tecnico, è necessario consultare retroattivamente i cosiddetti log file per identificare l'utente che stava usando l'indirizzo in un determinato momento.

101 L'elenco dell'art. 3 LSCPT non è applicabile.

102 Cfr. art. 263 segg. CPP, soprattutto art. 265: obbligo di consegna.

103 «Subscriber information», p. es. identità del cliente, informazioni sui pagamenti.

104 Cpv. 1 lett. b.