Avamprogetto e rapporto
Consultazione 2008/101: Approvazione e attuazione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla cibercriminalità · 47 pagine
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differenza di quanto richiesto dalla Convenzione, però, questo articolo si applica essenzialmente ai funzionari e ad altri soggetti che occupano posizioni di particolare rilevanza. La fattispecie di reato stabilita nell'articolo 143bis CP (hacking) si limita all'accesso a un sistema informatico, ma la norma non tutela i dispositivi di trasmissione come tali, se non quando costituiscono impianti informatici ai sensi dell'articolo stesso16.
In base all'articolo 143 CP17, è punibile colui che con intento di lucro si procura dati a lui non destinati e specialmente protetti contro il suo accesso non autorizzato, registrati o trasmessi elettronicamente o in modo simile. Con il termine procurarsi ai sensi del Codice penale si intende l'acquisizione della facoltà di disporre dei dati. Non è necessario che il soggetto salvi le informazioni su un supporto informatico di sua proprietà. È sufficiente che possa impiegare le conoscenze acquisite per i suoi fini18. L'atto di procurarsi dati ai sensi del Codice penale comprende in particolare l'intercettazione e l'ascolto di emissioni elettromagnetiche provenienti da un sistema informatico o un impianto di trasmissione di dati19.
Il requisito della protezione limita il campo di applicazione dell'articolo 143 CP ai casi in cui il soggetto autorizzato al trattamento dei dati esprime la volontà che i dati non siano accessibili oppure lo siano solo limitatamente. Oltre che chiudendo a chiave stanze e contenitori, questo scopo può essere raggiunto utilizzando sistemi di cifratura, codici di accesso, chiavi biometriche oppure password. La protezione deve essere normalmente sufficiente a impedire l'accesso non autorizzato20. Non è per esempio necessario che vengano adottate altre misure di sicurezza specifiche21 in aggiunta a una comune protezione contro gli accessi indesiderati e i virus. L'accesso illecito a dati non protetti o il loro utilizzo non autorizzato22 non rientra nella fattispecie di reato in questione.
L'articolo 3 della Convenzione si riferisce, tuttavia, solo all'intercettazione indebita di trasmissioni di dati informatici, in relazione alle quali di norma si possono imporre solo limitati requisiti di sicurezza23. In questi casi, la punibilità ai sensi dell'articolo 143 CP non va, in linea di massima, vincolata alla presenza di una protezione come l'utilizzo di tecniche di cifratura. In questo senso l'articolo 143 CP rispetta quindi le disposizioni dell'articolo 3 della Convenzione. Come già spiegato, il traffico non pubblico di dati non può essere assoggettato a condizioni di protezione particolari. Le disposizioni del Codice penale prevedono, tuttavia, che l'azione persegua fini di lucro. È quindi necessario presentare una corrispondente dichiarazione.
In base al rapporto esplicativo della Convenzione24, anche il flusso di informazioni all'interno di un computer costituisce una trasmissione di dati ai sensi dell'articolo 3.
16 N. Schmid, Computerkriminalität, Zurigo 1994, § 5 n. 16.
17 Acquisizione illecita di dati.
18 Eventualmente, senza però effettivamente farne uso (N. Schmid, op. cit., § 4 n. 40 s.).
19 N. Schmid, loc. cit., § 4 n. 30 e n. 51.
20 Cfr. Weissenberger, op. cit., n. 18 ad art. 143.
21 P. es. in caso di attacco con i cosiddetti «virus troiani»; cfr. sentenza della 2a Corte penale del Tribunale superiore del Cantone di Berna del 13.09.2007, n. SK 2007/187.
22 P. es. in caso di computer utilizzato da più utenti oppure di uso illecito di dati affidati in custodia.
23 Cfr. Chr. Schwarzenegger, «Die internationale Harmonisierung des Computer- und Internetstrafrechts durch die Convention on Cybercrime», in: Strafrecht, Strafprozessrecht und Menschenrechte, Festschrift Trechsel, Zurigo 2002, pag. 305 segg.
24 N. 55; cfr. nota 1.