Rapporto esplicativo

Consultazione 2008/108: Revisione totale della legge federale sul contratto d'assicurazione · 103 pagine

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Art. 10 Aventi diritto e terzi Capoversi 1 e 2

Il primo periodo del capoverso 1 è dispositivo e quindi ha valore di presupposizione. L’assunto di cui all’articolo 9 capoverso 3, secondo cui sono coperti gli interessi dell’assicurato, è completato dalla presupposizione che il diritto alle prestazioni spetta alla persona per il cui conto il contratto è stato concluso, ossia, di norma, all’assicurato. Si può derogare a questa presupposizione, ma ancora una volta soltanto mediante un accordo chiaro finalizzato alla certezza del diritto. Se, ad esempio, uno spedizioniere, in quanto stipulante, assicura gli interessi del proprietario per l’integrità di una cosa trasportata, nella prassi il diritto alle prestazioni di assicurazione spetta a quest’ultimo. Il contratto può tuttavia prevedere prestazioni dell’impresa di assicurazione nei confronti dello stipulante.

Il secondo periodo del capoverso 1 come pure il capoverso 2 limitano le deroghe al primo periodo del capoverso 1 nell’ambito delle assicurazioni contro le malattie e gli infortuni.

Nell’assicurazione individuale allorché le prestazioni di assicurazione non spettano allo stipulante, occorre il consenso della persona assicurata (cpv. 1 secondo periodo). Secondo la regola generale le prestazioni spettano alla persona che, in assenza di assicurazione, dovrebbe assumere i costi di malattia o di infortunio. Normalmente, nell’assicurazione propria questa persona è lo stipulante stesso, mentre nell’assicurazione di terzi si tratta di una persona in posizione di garante (ad es. un genitore o il datore di lavoro). Se il pagamento non deve essere versato alle persone a cui incombono i costi del possibile verificarsi dell’evento, l’assicurato deve sapere che in caso di malattia o di infortunio l’indennizzo va al terzo avente diritto. Simili casi dovrebbero essere relativamente rari, ma la disposizione è necessaria per prevenire fin dall’inizio possibili abusi.

Secondo il diritto vigente, nell’assicurazione collettiva contro le malattie e gli infortuni al verificarsi dell’evento il terzo assicurato beneficia ipso iure di un diritto proprio verso l’assicuratore (art. 87 LCA); egli diventa così avente diritto. Le prestazioni assicurative dell’assicurazione collettiva contro le malattie e gli infortuni devono obbligatoriamente continuare a essere pagate all’assicurato (cpv. 2). Ciò significa, ad esempio, che gli impiegati di un datore di lavoro che assicura il proprio obbligo di pagare il salario (egli diventa così diretto interessato per cui sussiste un’assicurazione di terzi per conto proprio) hanno un diritto inalienabile nei confronti dell’impresa di assicurazione (assicurazione per conto di terzi). Questo principio vale anche per i diritti diretti previsti da leggi speciali (ad es. art. 65 cpv. 1 LCStr).

Capoverso 3

Nell’assicurazione per conto di terzi il diritto vigente non consente la compensazione del pagamento dell’indennità con i premi arretrati (art. 17 cpv. 3 LCA). Come corollario a questa esclusione di eccezione è previsto un obbligo sussidiario di pagamento dei premi (strettamente limitato) (art. 18 cpv. 2 LCA). Le due disposizioni non sono appropriate. Deve pagare i premi solo chi si è impegnato nei confronti dell’impresa di assicurazione (nella grande maggioranza dei casi lo stipulante). Inversamente anche