Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/23: Partecipazione al Fondo per le frontiere esterne · 10 pagine
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Dipartimento federale di giustizia e polizia DFGP
VS avanza la richiesta che la Confederazione si faccia garante della giusta distribuzione agli aeroporti dei mezzi finanziari ottenuti.
I costi sostenuti da ZH per un efficace controllo di confine all’aeroporto sono molto elevati. All’aeroporto vanno rilevati i dati in base ai quali viene calcolata la somma proveniente dal Fondo per le frontiere esterne versata alla Svizzera a titolo di rimborso parziale. Occorrerebbe quindi prevedere di assegnare al Canton ZH in misura corrispondente una parte dei contributi che la Svizzera riceve dal Fondo per le frontiere esterne. Inoltre andrebbe ridefinito l’elenco delle competenze del Corpo delle guardie di confine.
Il CP e l’USS accolgono con soddisfazione il fatto che l’autorizzazione richiesta affinché gli organismi della Comunità possano effettuare controlli sia generalmente considerata accordata. Ciò consentirebbe di evitare la procedura di autorizzazione contemplata dall’articolo 271 capoverso 1 del Codice penale svizzero del 21 dicembre 1937. Inoltre, l’USS reputa che le conseguenze finanziarie per la Svizzera presentate nel budget siano giustificate ed adeguate.
La CFM deplora che per la Commissione europea il principio del trattamento rispettoso delle persone interessate non costituisca una priorità nel contesto dell’attraversamento delle frontiere esterne dello spazio Schengen. Pertanto invita a tenere conto di questo aspetto nel quadro della programmazione nazionale pluriennale.
La CRS si esprime a favore di una ripartizione degli oneri legati alla protezione delle frontiere tra tutti gli Stati membri di Schengen interessati nonché a favore della solidarietà con i Paesi maggiormente sollecitati alla frontiera esterna. Tuttavia, la CRS fa notare che con una migliore protezione delle frontiere, l’immigrazione illegale nello spazio Schengen verrebbe soltanto ridotta ossia allontanata dall’Europa ma non sostanzialmente impedita. Con tali misure, infatti, non verrebbero eliminate le cause. E così, a rimetterci, sarebbero più che altro i Paesi non appartenenti allo spazio Schengen. Per questa ragione, la CRS chiede alla Confederazione di intensificare il suo impegno per la lotta contro le cause della migrazione (anche congiuntamente all’UE).
La SWISS si attende che la partecipazione della Svizzera al Fondo per le frontiere esterne contribuisca a ridurre il numero di passeggeri del trasporto aereo che intendono entrare nello spazio Schengen senza essere in possesso di un documento valido. Inoltre, la SWISS parte dal presupposto che una mancata partecipazione possa causare dei dissensi tra l’UE e la Svizzera compromettendo in tal modo l’attuazione dell’accordo di Schengen. La SWISS teme che un simile sviluppo possa pregiudicare fortemente le sue attività.
Il PLR.I Liberali accoglie con soddisfazione il sistema di gestione e di controllo proposto, sottolinea tuttavia l’importanza di snellire le procedure rendendole nel contempo più efficienti.