Avamprogetto e rapporto
Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 112 pagine
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• i Paesi industrializzati vogliono che tutti i principali Paesi emettitori vengano inclusi in un regime climatico vincolante e chiedono che, per adempiere gli obblighi che ne derivano, venga predisposto un ventaglio di strumenti il più ampio possibile;
• i Paesi emergenti che registrano un forte incremento delle emissioni non vogliono che un obiettivo di riduzione freni la loro crescita ed esortano i Paesi industrializzati ad assumersi le proprie responsabilità;
• i Paesi in via di sviluppo premono per poter beneficiare di trasferimenti finanziari e tecnologici provenienti dai Paesi industrializzati per riuscire, a breve termine, ad adattarsi alle conseguenze più gravi dei cambiamenti climatici e, a lungo termine, a intraprendere un percorso sostenibile per ridurre le emissioni al livello più basso possibile.
Sebbene, formalmente, i negoziati sull’accordo che sostituirà il Protocollo di Kyoto e quelli relativi alla Convenzione sul clima seguano vie separate, per difendere i rispettivi interessi nell’ambito della roadmap di Bali, le Parti giocano di tattica procedendo parallelamente sui due fronti.
2.2 Strategia dell’UE-27
2.2.1 Riduzione delle emissioni
2.2.1.1 L’obiettivo UE dei due gradi
L’UE vuole limitare l’aumento della temperatura media globale a meno di 2°C rispetto ai valori dell’era preindustriale32. A tale scopo, secondo l’IPCC, occorre stabilizzare la concentrazione di gas serra presenti nell’atmosfera tra 445 e 490 ppm (cfr. 1.2.1). Le probabilità di raggiungere questo obiettivo sono del 50 per cento purché si proceda a un abbattimento delle emissioni globali di gas climalteranti dell’ordine del 50-85 per cento entro il 2050.
2.2.1.2 Obiettivi dell’UE-27
L’UE intende assumere un ruolo guida a livello mondiale e imprimere slancio alla protezione del clima globale33. Nella primavera del 2007, il Parlamento europeo34 e i capi di Stato e di Governo riuniti nel Consiglio europeo35 hanno dato il via libera all’elaborazione di una strategia integrale su clima ed energia, ribadendo che i Paesi sviluppati debbano fungere da precursori in materia di politica climatica internazionale. Su questo sfondo, l’UE si è detta disposta a ridurre le sue emissioni di gas serra del 30 per cento entro il 2020 rispetto ai valori del 1990, a condizione che altri Paesi industrializzati si assumano
32 Commissione: COM(2007)2 definitivo / Consiglio dei ministri dell’Unione europea, incontro dei ministri dell’ambiente del 20.02.2007: C/07/25 / Consiglio dell’Unione europea, incontro dei capi di Stato e di governo dell’8/9 marzo 2007/ Parlamento europeo del 15.11.2007: Risoluzione sulla limitazione del surriscaldamento dovuto ai cambiamenti climatici a +2 gradi C - La via da percorrere fino al 2020 e oltre (COP 13 e COP/MOP 3).
33 Domande e risposte sulla proposta della Commissione in materia di ripartizione di sforzi, documento n. MEMO/08/34: http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/08/34&format=HTML&aged=0&language =DE&guiLanguage=en
34 Risoluzione del Parlamento europeo sui cambiamenti climatici del 14 febbraio 2007: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+TA+P6-TA-2007- 0038+0+DOC+PDF+V0//IT
35 Consiglio dell’Unione europea,, incontro dei capi di Stato e di governo dell’8/9 marzo 2007, Conclusioni della presidenza: http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/de/ec/93139.pdf (non disponibile in italiano)