Avamprogetto e rapporto
Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 112 pagine
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cento la quota delle energie rinnovabili sul consumo energetico totale e contenendo entro un massimo del 5 per cento l’aumento del consumo di elettricità tra il 2010 e il 2020. Dopo il 2020 i piani d’azione prevedono, per inciso, una stabilizzazione del consumo di corrente elettrica.
Ciascun piano d’azione è composto da un pacchetto di singole misure che si completano e si rafforzano a vicenda. Il pacchetto combina misure di incentivazione (p.es. l’istituzione di un sistema bonus-malus per l’imposizione degli autoveicoli), con misure di promozione dirette (p.es. l’accelerazione del trasferimento di tecnologie), con misure volte al rafforzamento delle iniziative volontarie (nuovo accordo sugli obiettivi con auto-svizzera) e con prescrizioni e standard minimi (p.es. il divieto di usare lampadine elettriche a partire dal 2012). I piani d’azione comprendono sia le misure che rientrano nelle responsabilità della Confederazione sia le misure che sono di competenza dei Cantoni. La Confederazione sostiene ad esempio gli sforzi promossi dai Cantoni per introdurre imposte cantonali sui veicoli a motore commisurate al consumo e si adopera per trasformare l’etichettaEnergia in un etichetta Ambiente che, armonizzata di concerto con i Cantoni e di facile applicazione pratica, serva da base a questi ultimi per la ricerca di una soluzione unitaria.
Il piano d’azione volto ad accrescere l’efficienza energetica prevede l’adozione di 15 misure nei settori dell’edilizia, della mobilità, delle apparecchiature, della formazione e del perfezionamento professionale, della ricerca e del trasferimento di tecnologie. Il piano d’azione volto a promuovere le energie rinnovabili prevede invece l’adozione di sette misure in settori legati alla produzione di calore a partire da energie rinnovabili per gli edifici, una strategia per la produzione d’energia da biomassa, oltre a misure di promozione dell’energia idroelettrica, della ricerca, del trasferimento di tecnologie come pure della formazione e del perfezionamento professionale. Entro la fine del 2008 il DATEC predisporrà i necessari adeguamenti della legge e dell’ordinanza sull’energia.
Se tutte le misure previste nei piani d’azione fossero attuate, entro il 2020 si potrebbero ridurre le emissioni di CO2 di 3,2 milioni di tonnellate. Particolarmente efficaci in termini di impatto sul CO2 sono il programma Edifici, che a quanto proposto dalla Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio nazionale (CAPTE-CN), dovrebbe essere finanziato mediante strumenti a destinazione parzialmente vincolata, e le misure nel settore del trasporto (sistema di bonus all’acquisto di auto nuove e accordo sugli obiettivi con auto-svizzera). L’efficacia si ripartisce per due terzi sul settore edifici e per un terzo sul settore trasporto.
Si è infine creato il presupposto per un miglioramento delle strutture d’incentivazione degli investimenti che inducono una riduzione delle emissioni di CO2 d’origine energetica grazie alla modifica dell’ordinanza concernente la locazione e l’affitto di locali d’abitazione o commerciali (OLAL).89
Prosecuzione del programma d’azione SvizzeraEnergia
Il programma SvizzeraEnergia, la cui seconda tappa prenderà fine nel 2010, andrà proseguito e incentrato su alcuni compiti portanti. Nel nuovo orientamento occorrerà tener conto delle mutate condizioni politiche quadro e delle esperienze tratte dai precedenti programmi in ambito energetico, ovvero da Energia2000 e dalla prima tappa di SvizzeraEnergia. Sulla scorta delle attività svolte finora, la seconda fase di SvizzeraEnergia dovrà aprire la strada verso una «società a 2000 watt» mediante una migliore efficienza energetica e un maggiore impiego di energie rinnovabili.
89 RS 221.213.11.