Avamprogetto e rapporto

Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 112 pagine

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3.1.3 Ricerca e innovazione

Nel quadro del programma nazionale di ricerca (PNR) dedicato al clima sono in corso dal 2001 lavori di ricerca transdisciplinari per capire meglio i processi del sistema climatico, la sua variabilità e prevedibilità come pure i rapporti complessi tra clima, economia e fattori sociali. Il Fondo nazionale per la ricerca (FNS) sta valutando l’opportunità di prolungare il PNR Clima fino al 2012/2013 aggiungendo una terza e ultima fase di tre o quattro anni. Ciò permetterebbe di protrarne l’importante ruolo di coordinamento sovraistituzionale.

Per il settore forestale l’UFAM sta preparando un programma di ricerca di ampio respiro focalizzato sugli effetti dei cambiamenti climatici. La multifunzionalità del bosco – funzione protettiva per la popolazione e le infrastrutture, funzione di filtro per l’acqua potabile, bacino di biodiversità, riserva di legname – risulta infatti tanto più minacciata quanto più forti sono i cambiamenti climatici.

Nel settore energetico l’UFE coordina e accompagna da decenni 24 programmi di ricerca dedicati a temi attuali della ricerca energetica, che spaziano dalla fusione termonucleare agli impianti fotovoltaici fino all’elaborazione delle basi di economia energetica. I programmi sono esaminati e approvati dalla Commissione federale per la ricerca energetica (CORE), un organo consultivo del DATEC. L’UFE provvede ad integrare la ricerca energetica svizzera nelle attività internazionali.

L’UFAM, l’UFE e la Commissione per la tecnologia e l’innovazione (CTI) sostengono progetti di innovazione che promuovono lo sviluppo di tecnologie e soluzioni ecologiche. La CTI è tra l’altro il principale ente svizzero finanziatore dei progetti Eureka che collegano ricerca e sviluppo orientati al mercato e trasferimento di know how nell’ambito di progetti di cooperazione internazionale.

In seno all’UE sono in corso numerose iniziative nel settore delle tecnologie energetiche e ambientali. All’inizio del 2007, l’UE ha lanciato un nuovo programma per la promozione dell’innovazione, in particolare l’innovazione ecologica e per rafforzare la competitività europea100 (CIP). La Svizzera, non essendo membro dell’UE, non può partecipare ai due programmi di lavoro «Energia Intelligente Europa» (IEE)101 e «Eco-innovazione»102.

D’altra parte, i programmi quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico dell’UE permettono di finanziare numerosi progetti di ricerca climatica e sviluppo di tecnologie energetiche e ambientali. Poiché, dal 1° gennaio 2004, la Svizzera è associata ai programmi quadro europei103, grazie ad un accordo bilaterale concluso con l’UE i ricercatori svizzeri possono partecipare ai progetti con gli stessi diritti dei loro partner europei. La Svizzera è membro associato dell’European Strategy Forum on Research Infrastructures (ESFRI)104 e sostiene i progetti della roadmap raccomandati. Inoltre, anche nel quadro della cooperazione europea nel settore della ricerca scientifica e tecnica (COST), vengono sostenute attività in questi campi. Dal 1971, la Svizzera partecipa attivamente alla COST105, di cui è uno dei membri fondatori.

In genere, i risultati della ricerca non possono essere convertiti direttamente in prodotti maturi per il mercato. Per il trasferimento dei risultati nel mercato sono indispensabili impianti pilota e di dimostrazione. Le tecnologie sperimentate riducono il rischio per l’economia privata e accelerano la diffusione. Per questo motivo, in passato l’UFE ha fortemente incoraggiato questo tipo di impianti. Dal 2004, però, i mezzi disponibili nel budget

100 http://ec.europa.eu/cip/index_en.htm

101 http://ec.europe.eu/energy/intelligent/index_en.html

102 http://ec.europa.eu/environment/etap/ecoinnovation/index_en.htm

103 http://ec.europa.eu/research/fp7/index_en.cfm

104 http://cordis.europa.eu/esfri/ 105 http://www.cost.esf.org/