Avamprogetto e rapporto

Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 112 pagine

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Nei due sottocapitoli seguenti sono illustrate nel dettaglio le due varianti. Il capitolo riporta inoltre gli strumenti proposti dal Consiglio federale parallelamente alle due varianti.

3.2.1 Variante «obiettivi climatici vincolanti»

Questa variante si focalizza sulle misure nazionali e si orienta agli obiettivi dell’UE, il principale partner commerciale della Svizzera.

Gli obiettivi perseguiti sono:

• sfruttare i potenziali di riduzione delle emissioni in Svizzera;

• sfruttare gli effetti secondari positivi legati alla riduzione dei gas serra in Svizzera (ad es. nel settore della sanità e dell'inquinamento atmosferico);

• ridurre la dipendenza dalle importazioni di petrolio;

• rafforzare il ruolo della Svizzera come polo tecnologico e di ricerca e migliorare la competitività delle aziende elvetiche.

Focalizzandosi sulle misure di riduzione nazionali si favoriscono gli investimenti in Svizzera e si migliora a lungo termine la competitivà del Paese. Il flusso di mezzi finanziari verso l’estero legato all’acquisto di certificati di emissione viene limitato. Questa variante è conforme alla strategia sul clima dell’UE, che influenza considerevolmente i negoziati internazionali su un nuovo regime climatico mondiale. Poiché fissa un obiettivo di riduzione vincolante e limita la quantità di certificati di emissione, la variante è anche compatibile con il diritto internazionale, che autorizza i Paesi industrializzati ad utilizzare i meccanismi flessibili come strumento supplementare per rispettare gli impegni di riduzione nazionali.

3.2.1.1 Obiettivi di riduzione

Entro il 2020, il Consiglio federale intende centrare un obiettivo di riduzione pari al 20 per cento rispetto al 1990. La parte più consistente degli sforzi di riduzione dev’essere coperta con misure nazionali. Se l’obiettivo di riduzione è pari al 20 per cento, la Confederazione non acquista crediti di emissione all’estero. Nell’ambito del sistema di scambio delle quote di emissione (cfr. 3.2.3) e in vista della compensazione delle emissioni delle centrali a gas a ciclo combinato le aziende possono acquistare certificati esteri per coprire al massimo un quarto dell’impegno di riduzione complessivo (2,64 mln di tonnellate di CO2eq che corrispondono al 5% delle emissioni complessive di gas serra del 1990). Il quantitativo limite per il sistema svizzero di scambio delle quote si allinea alle regole dell'ETS europeo.

La Svizzera è disposta a portare l’impegno di riduzione al 30 per cento a condizione che altri Paesi industrializzati assumino impegni comparabili. Gli sforzi supplementari necessari, pari a 5,28 mln di tonnellate di CO2eq (10% delle emissioni del 1990) saranno coperti con l’acquisto di crediti di emissione esteri. La quota di crediti di emissione esteri che possono essere impiegati nel quadro del sistema di scambio (cfr. 3.2.3) e per compensare le emissioni delle centrali a gas a ciclo combinato viene mantenuta a 2,64 mln di tonnellate di CO2eq, che equivale al massimo a un sesto dell’impegno complessivo di riduzione. Entro la metà del secolo le emissioni nazionali dovranno essere dimezzate. Questi obiettivi corrispondono alla strategia di riduzione dell’UE.

Per definire gli obiettivi di riduzione futuri per la Svizzera, il Consiglio federale si è basato sugli ultimi risultati scientifici raccolti dall’IPCC e sul principio della responsabilità comune ma differenziata secondo la Convenzione sui cambiamenti climatici e il Protocollo di Kyoto (cfr. 2.1.1). Per ridurre le emissioni annue dalle attuali 7 tonnellate a 3,5 tonnellate di CO2eq pro capite entro il 2050 e a 1-1,5 tonnellate di CO2eq pro capite entro la fine del secolo, la Svizzera deve rispettare un percorso di abbattimento delle emissioni nazionali di almeno l’1,5 per cento all’anno. Contrariamente all’obiettivo di riduzione fissato per il 2020, il percorso di abbattimento non è giuridicamente vincolante, ma traccia l’evoluzione