Avamprogetto e rapporto
Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 112 pagine
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partecipare al sistema di scambio. In contropartita, questi impianti verranno esentati automaticamente dalla tassa sul CO2 se le loro emissioni sono soggette alla tassa. Il provvedimento dovrebbe interessare 60-80 impianti che producono emissioni per un totale di 6-8 milioni di tonnellate di CO2eq all’anno117.
L’UE permette alle aziende non soggette all’obbligo di registrazione nel sistema di scambio di aderire all’ETS purché soddisfino determinate condizioni (opt-in). Anche il Consiglio federale può designare delle potenziali aziende ETS. Nel farlo, terrà conto della situazione particolare della Svizzera.
Anche le imprese più piccole possono chiedere di essere esentate dalla tassa sul CO2 applicata ai combustibili al fine di salvaguardare la propria competitività. Analogamente al sistema attuale, alle imprese esentate non vengono assegnati crediti di emissione. Tuttavia, queste aziende possono acquistare crediti di emissione – e in misura limitata anche certificati esteri – per centrare l’obiettivo di riduzione.
Inclusione del traffico aereo nel sistema di scambio
In tutto il mondo le emissioni prodotte dal traffico aereo continuano ad aumentare. Proprio per questo l’UE vuole includere il traffico aereo nel sistema di scambio delle quote di emissione. In futuro, anche la Svizzera attuerà misure climatiche nel settore aereo. Il Consiglio federale ritiene che per raggiungere l’obiettivo di riduzione occorra adottare un approccio integrato, basato sul perfezionamento delle tecnologie, sull’impiego più efficiente dei velivoli – compresa una migliore gestione del traffico aereo – e sull’impiego di strumenti di economia di mercato. Dato il carattere internazionale del traffico aereo e per evitare distorsioni della concorrenza, le misure svizzere devono essere coordinate con gli obiettivi internazionali. Una possibilità sarebbe quella di includere il traffico aereo internazionale nel sistema di scambio, misura che verrà adottata dal 2012 nell’UE per i voli internazionali in partenza o in arrivo negli scali europei. Dal canto suo, la Confederazione sostiene attualmente la possibilità di introdurre misure economiche in vista di ridurre gli effetti climatici del traffico aereo internazionale.
Assegnazione dei diritti di emissione
A partire dal 2013, il Consiglio federale intende ridurre annualmente del 2 per cento la quantità di diritti di emissione. Quest’abbattimento progressivo permette di sfruttare il potenziale economico di riduzione esistente, pari a oltre 1 milione di tonnellate di CO2 (cfr. 3.1.1.5). Ciò corrisponde ad una riduzione del 18 per cento rispetto al livello attuale delle emissioni di gas serra comprese nel sistema di scambio entro il 2020. La base per l’assegnazione dei diritti di emissione nel 2013 è costituita dalla media dei diritti di emissione assegnati tra il 2008 e il 2012. Per le imprese integrate nel sistema di scambio solo dal 2013, l’assegnazione si basa sulla media delle emissioni prodotte nel periodo compreso tra il 2008 e il 2012. I diritti di emissione che non sono stati utilizzati nel primo periodo d’impegno (2008-2012) possono essere trasferiti senza restrizioni al periodo successivo (2013-2020). Questa possibilità di trasferimento è nota anche come «banking».
Alle circa 350 aziende che fanno attualmente parte del sistema svizzero di scambio delle quote vengono assegnati gratuitamente tra il 2008 e il 2012 diritti di emissione per un totale di circa 3 milioni di tonnellate l’anno. Analogamente a quanto prevede la proposta di direttiva europea, nel periodo tra il 2013 e il 2020 l’assegnazione gratuita potrebbe essere sostituita progressivamente dalla messa all’asta dei diritti di emissione. Vista la pressione della concorrenza internazionale non si escludono deroghe per determinati settori. Le
117 Comprese le emissioni geogene di CO2