Rapporto esplicativo
Consultazione 2008/75: Assicurazione-invalidità - 6a revisione dell'AI, primo pacchetto di misure · 107 pagine
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La revisione della rendita finalizzata all’integrazione è un nuovo strumento con cui l’AI intende ridurre di circa il 5 per cento (rispetto al 2008) il numero delle rendite correnti promuovendo la reintegrazione dei beneficiari di una rendita idonei.
Promozione della reintegrazione dei beneficiari di una rendita idonei
In futuro, la procedura di revisione della rendita sarà più differenziata rispetto a oggi e terrà maggiormente conto della situazione personale dei beneficiari di prestazioni. L’obiettivo principale è reintegrare i beneficiari di una rendita idonei, che riceveranno un sostegno attivo adeguato (consulenza, assistenza, provvedimenti) per prepararsi a questo passo.
Il principio della reintegrazione assumerà maggiore importanza anche per i nuovi beneficiari di una rendita: in futuro, infatti, già al momento della concessione della medesima verrà fissato individualmente un termine di revisione e durante il periodo di erogazione gli assicurati saranno seguiti attivamente. In questo modo si cercherà di stabilizzare e migliorare la loro situazione per prepararli a un’eventuale reintegrazione. L’idea che «chi diventa invalido, sarà sempre invalido» sarà pertanto abbandonata e cederà il posto al principio della «rendita come ponte verso l’integrazione».
Sono ritenuti potenzialmente idonei all'integrazione in particolare
i beneficiari di una rendita la cui situazione di salute è rimasta invariata e che oggi, a causa della prassi di concessione delle rendite più severa, non avrebbero più diritto a prestazioni o riceverebbero soltanto prestazioni ridotte;
i beneficiari di una rendita il cui stato di salute è soggetto a variazioni (p. es. assicurati affetti da malattie psichiche) e potrebbe presumibilmente essere migliorato mediante provvedimenti adeguati oppure
le persone giovani, che altrimenti dipenderebbero dalla rendita per tutta la vita.
Questa procedura di revisione delle rendite più differenziata e individualizzata implica però anche che nel caso delle persone manifestamente non reintegrabili – a causa della loro menomazione o per altri motivi (p. es. per la loro età o perché percepiscono una rendita ormai da decenni) – si dovrà poter continuare a versare la rendita senza ulteriori revisioni.
La revisione della rendita finalizzata all’integrazione ha lo scopo di ridurre il numero delle rendite ponderate di 8'000 unità in 6 anni (circa il 3,3 per cento del totale). Al termine di questa fase il numero delle reintegrazioni diminuirà considerevolmente, anche perché con l’introduzione del rilevamento tempestivo, dell’intervento tempestivo e dei provvedimenti di reinserimento diventa sempre più difficile ottenere una rendita. A partire dal 2017, grazie alla revisione finalizzata alla reintegrazione il deflusso di rendite (ponderate) dovrebbe essere superiore di 300 unità rispetto a oggi.