Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/119: Programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13) e rapporto sul piano die attuazione della verifica dei compiti · 176 pagine

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Obiettivo

La correzione del rincaro costituisce un elemento centrale del PCon 11/13. Essa è destinata a prendere in considerazione il fatto che la mutata situazione congiunturale si ripercuote in maniera asimmetrica sulla pianificazione delle entrate e delle uscite: nel processo di preventivazione e di pianificazione finanziaria si adeguano continuamente le entrate e le uscite vincolate – come gli interessi passivi o i contributi alle assicurazioni sociali – ai nuovi valori congiunturali di riferimento: nel caso in particolare delle uscite non vincolate si ipotizza invece un rincaro costante dell’1,5 per cento. Dato che negli anni 2009 e 2010 il rincaro effettivo sarà però presumibilmente nettamente inferiore, questa circostanza ne determina un incremento reale involontario. Nel contempo il minore rincaro, e le minori entrate che gli sono connesse, costituisce una delle cause all’origine di una lacuna strutturale nel Piano finanziario 2011−2013.

La correzione del rincaro prevista nel quadro del PCon 11/13 interviene su quel punto: il suo obiettivo è una riduzione delle risorse monetarie messe a disposizione in modo che l’evoluzione reale rimanga immutata rispetto ai vecchi piani finanziari e che la lacuna strutturale possa essere ridotta in maniera corrispondente.

Questa riduzione riguarda anche i crediti per i quali sono stati iscritti nel piano finanziario importi nominalmente stabili o in regresso. Le uscite pianificate sono sempre la risultante dell’evoluzione reale prevista e del rincaro prospettato. Se come nel passato si presume un rincaro positivo, la stabilizzazione nominale di singole voci di uscita corrisponde a una loro riduzione reale. Questo piano di diminuzione reale può essere realizzato soltanto se anche i crediti nominalmente stabili o in regresso sono adeguati all’attuale (minore) rincaro.

Versante delle entrate

Tra l’evoluzione delle entrate della Confederazione e il rincaro esiste una stretta relazione. Questo nesso è stato analizzato dettagliatamente per l’ultima volta in uno studio del 200512. Con l’ausilio di considerazioni concettuali su singoli generi di imposte e di analisi econometriche è stato illustrato che nel caso di un incremento dell’1 per cento dell’inflazione le entrate complessive reagiscono sul lungo termine con aumento che può raggiungere lo 0,85 per cento e quindi in maniera leggermente sottoproporzionale. Dietro questa circostanza si celano nondimeno grandi differenze di stima dell’elasticità dei singoli generi di entrate per quanto riguarda l’evoluzione dei prezzi.

Il maggiore influsso del rincaro è quello esplicato sulle entrate dell’imposta federale diretta delle persone fisiche. Nel contesto dell’ordinamento tuttora in vigore la

12 Gruppo di economisti dell’AFF (2005), Bundeshaushalt und Inflation, documento di lavoro n. 9. http://www.efv.admin.ch/d/downloads/grundlagenpapiere_berichte/arbeiten_oekonoment eam/workingpapers/Working_Paper_9_d.pdf