Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/119: Programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13) e rapporto sul piano die attuazione della verifica dei compiti · 176 pagine

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Il Piano finanziario 2011−2013 non riflette altresì il minore rincaro nelle altre voci di uscita che dipendono dal rincaro (8,7 mia.). Vi rientrano segnatamente anche tutte le spese per beni e servizi e le spese d’esercizio dell’Amministrazione. Nell’ultimo piano finanziario i vecchi limiti di spesa dei dipartimenti sono stati aumentati in vista del loro adeguamento al rincaro stimato dell’1,5 per cento. I dipartimenti possono sfruttare questo margine di manovra a loro discrezione. Essi hanno in parte attribuito una più bassa crescita ai singoli crediti, oppure una stabilizzazione nominale o addirittura una riduzione nominale, per cui ne hanno pianificato de facto una soppressione reale. Inversamente altri crediti sono stati aumentati di oltre l’1,5 per cento all’anno. Anche in questo caso il livello di pianificazione iniziale può essere ristabilito soltanto mediante una correzione del rincaro.

La correzione a posteriori del rincaro si estende pertanto su crediti dell’ordine complessivo di 22 miliardi.

Deflatori rilevanti dei prezzi

L’indice nazionale dei prezzi al consumo (IPC) è l’indicatore dei prezzi idoneo per tutte le uscite che sfociano nel pagamento di stipendi, ad esempio di onorari, di spese di consulenza e di sussidi che creano reddito. Gli stipendi sono primariamente destinati all’acquisto di beni di consumo e sono pertanto fortemente correlati all’evoluzione del loro prezzo. I prezzi al consumo costituiscono inoltre anche un deflatore adeguato per i crediti in ambito di uscite per beni e servizi e uscite d’esercizio, per il cui tramite è essenzialmente finanziato il consumo di prodotti finiti e di prestazioni di servizi da parte della Confederazione.

Nel caso normale occorre quindi presumere un deflazionamento dei prezzi da parte dell’indice dei prezzi al consumo. Il rincaro annuo nel 2009 è stato del -0,5 per cento, mentre per il 2010 l’Ufficio federale di statistica prospetta un rincaro dello 0,8 per cento. Il rincaro cumulato ammonta perciò allo 0,3 per cento. In complesso esso si situa 2,7 punti percentuali al di sotto del 3 per cento ipotizzato nel piano finanziario (1,5 % all’anno). Con il 2,5 per cento la correzione proposta è leggermente inferiore. Anche in considerazione del rincaro inferiore all’1 per cento prognosticato per il 2011 questa correzione si situa piuttosto al margine inferiore.

I prezzi della costruzione possono essere considerati come un deflatore adeguato per le uscite nel settore delle costruzioni proprie della Confederazione e per i contributi agli investimenti. Il gruppo di esperti Previsioni congiunturali della Confederazione ha effettuato per i prezzi di costruzione una previsione che parte da un calo dell’1,2 per cento nel 2009 e da un incremento dello 0,4 per cento nel 2010 (cumulato: - 0,8 %). Se si opera una distinzione tra opere del genio civile e costruzioni edili, la deviazione cumulata rispetto al rincaro prospettato inizialmente è di 4,4 punti percentuali nel caso della costruzione sottosuolo e di 3,6 punti percentuali in quello della costruzione soprasuolo ed è quindi ogni volta nettamente superiore a 2,5 punti percentuali. Anche l’indicatore specifico ipotizzato dalla BAK Basel Economics AG