Rapporto sui risultati
Consultazione 2009/119: Programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13) e rapporto sul piano die attuazione della verifica dei compiti · 44 pagine
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Programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13): rapporto sui risultati della consultazione
levati venga utilizzato lo stesso deflatore del settore dei PF. La Conferenza universitaria svizzera (CUS), pur condividendo questa richiesta, è favorevole alla misura.
Rinuncia al sostegno del Bureau International d'Education (BIE) dell'UNESCO tramite la Se-
greteria di Stato per l'educazione e la ricerca (SER)
Non sono pervenuti pareri in merito a questa misura (parziale).
Rinuncia al sussidio a sostegno delle pari opportunità nelle scuole universitarie professio-
nali
Il PS e il PCS respingono la misura, poiché le pari opportunità nelle scuole universitarie sono ben lungi dall'essere raggiunte e non avrebbe senso separare una singola parte del programma federale per il promovimento della parità.
Il provvedimento viene respinto anche dalla CdC, dai Cantoni LU, ZG, BS, TI, VD, e JU,
dall'Unione Svizzera degli Universitari (USU), dalla Commissione federale delle scuole universitarie professionali (CFSUP), dal Fondo nazionale svizzero (FNS) e da altri sette rappresentanti del settore delle scuole universitarie nonché da Travail Suisse. Anche
l'Unione svizzera delle arti e mestieri esprime parere sfavorevole. Innanzitutto, come in passato ci sarebbe effettivamente bisogno di donne nell'ambito tecnico – viste le quote femminili esigue a tutti i livelli – rispettivamente di uomini nell'ambito dell'assistenza sociale, come spiegano diversi Cantoni con esempi numerici. Secondariamente, nella forte concorrenza internazionale, registrata nella ricerca e innovazione, le risorse umane svizzere dovrebbero essere utilizzate in maniera ottimale. In terzo luogo, attualmente la misura causerebbe una disparità di trattamento tra università e scuole universitarie professionali. In quarto luogo, il programma d'azione della Confederazione per le pari opportunità nelle scuole universitarie sarebbe in fase di svolgimento con progetti in corso. La misura, che equivarrebbe a una violazione del principio della buona fede, causerebbe pertanto un trasferimento di oneri rispettivamente l'interruzione degli sforzi finora intrapresi.
Rinuncia ai sussidi per le campagne di formazione professionale
Secondo la CdC e il Cantone JU la conclusione della campagna non potrà avvenire come previsto dalla Confederazione.
Il Cantone ZG non ha sollevato obiezioni contro la misura, poiché le attuazioni programmate a livello cantonale non subirebbero ritardi né sarebbero intralciate.
SIC Svizzera non si oppone alla misura, purché i mezzi finanziari risparmiati nel settore della formazione professionale vengano impiegati, ad esempio, per altri progetti urgenti. L'Unione svizzera delle arti e mestieri e il Centre Patronal esprimono un parere più critico: rispetto ai sussidi relativamente esigui, con questa misura il Consiglio federale non trasmetterebbe segnali negativi solo all'economia, che sopporta gran parte dei costi legati alla formazione professionale, ma in definitiva a tutti i partecipanti che sostengono l'istituzione del tirocino, vitale per l'economia svizzera.
2.3.7 Ricerca
Il PS, il PPD e i Verdi chiedono in generale di rinunciare ai mandati di risparmio nel settore della ricerca, poiché essa sta alla base della forza innovatrice del Paese, essendo una delle risorse più importanti. Vengono menzionati i programmi innovativi nel settore delle scuole universitarie e i contributi overhead del FNS.
In generale il PEV e l'UDF accolgono i tagli proposti che sarebbero dovuti in gran parte ai contributi pubblici per la ricerca che sono aumentati come in passato.