Rapporto sui risultati
Consultazione 2009/120: Rapporto sull'efficacia della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni 2008-2011 · 66 pagine
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Risultati della procedura di consultazione relativa al rapporto sull’efficacia della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni 2008-2011
2.4 Determinazione del contributo di base per la perequazione delle risorse per il periodo di contribuzione 2012–2015 (Domanda 4 ai partecipanti alla procedura di consultazione)
4. Condividete l’opinione secondo cui il contributo di base per la perequazione delle risorse
2012–2015 debba di principio (cioè indipendentemente da un eventuale adeguamento di cui alla domanda 3) essere determinato secondo un adeguamento analogamente alla procedura prevista nella legge federale concernente la perequazione finanziaria e la compensazione degli oneri (LPFC; art. 5 cpv. 2)?
La CdC sostiene la procedura di adeguamento proposta. A questa posizione aderiscono esplicitamente il PLR.I liberali come pure l’Unione sindacale svizzera (USS), l’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) e il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB). Una minoranza della CdC chiede invece di ridurre il contributo dei Cantoni finanziariamente forti al minimo costituzionale di due terzi del contributo della Confederazione. I Cantoni ZH e SZ si esprimono a favore di una «regolamentazione antidumping» nell’ambito delle aliquote fiscali: al fine di creare una base corretta per quanto riguarda la concorrenza fiscale nazionale, i contributi della NPC ai Cantoni finanziariamente deboli devono essere ridotti o soppressi nel momento in cui le aliquote fiscali di questi ultimi sono inferiori – anche nei settori fiscali di nicchia – rispetto alle aliquote fiscali minime dei Cantoni donatori. economiesuisse fa notare che a seguito degli anni 2007 e 2008 di alta congiuntura fiscale, fino al 2011 la quota dei Cantoni finanziariamente forti alla perequazione delle risorse rischia di aumentare a quasi il 73 per cento. Con la nuova dotazione per gli anni 2012-2015 sussisterebbe il pericolo che questa quota raggiunga il limite massimo dell’80 per cento e che di conseguenza i contributi non potrebbero eventualmente più essere aumentati secondo le regole di adeguamento prescritte nella legge. Una riduzione al 66,7 per cento rispettivamente al 70 per cento garantirebbe il rispetto delle regole di adeguamento. L’Unione delle città svizzere (UCS) precisa che per quanto riguarda la presente questione le opinioni dei suoi membri divergono: una parte di loro si esprime a favore della procedura di adeguamento conformemente a quella proposta dal Consiglio federale, mentre riguardo al contributo dei Cantoni finanziariamente forti una minoranza si pronuncia a favore del minimo costituzionale. Il PS propone un’ulteriore variante, ovvero di aumentare il contributo dei Cantoni finanziariamente forti al 73,5 per cento (valore medio tra il minimo e il massimo costituzionale).
Un’ulteriore minoranza della CdC chiede infine di pubblicare prima i nuovi valori dell’indice calcolati per l’anno successivo. Di conseguenza bisognerebbe accellelare la procedura di rilevamento dei dati.