Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/122: Revisione totale della legge sull'alcool: avamprogetto di legge sull'imposizione delle bevande spiritose e di legge sull'alcol · 94 pagine
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Il bioetanolo utilizzato come carburante secondo la norma EN 15376 del Comitato europeo di normazione (CEN) non è trattato dalla legge sull’imposizione delle bevande spiritose; la normativa pertinente si trova nella legge sull’imposizione degli oli minerali75.
Il capoverso 2 contiene una riserva relativa alle disposizioni doganali e alla legislazione sulle derrate alimentari. La riserva di natura doganale si riferisce in particolare alle procedure di tassazione doganale applicate all’importazione, al transito e all’esportazione di prodotti sottoposti alla legge sull’imposizione delle bevande spiritose, purché questa legge non contenga delle disposizioni di diritto speciale derogatorie. La legislazione sulle derrate alimentari stabilisce segnatamente le definizioni dei prodotti a cui fa riferimento la legge sull’imposizione delle bevande spiritose.
Art. 2 Principi
L’articolo 2 menziona i principi che devono essere osservati nella riscossione delle imposte. Quest’ultima deve essere semplificata secondo i principi della legislazione moderna. Gli oneri amministrativi per l’amministrazione e per il settore delle bevande spiritose devono essere ridotti a un livello accettabile.
Ora viene menzionato esplicitamente il principio dell’economicità della riscossione. Pertanto, deve essere chiaro che nella riscossione dell’imposta sulle bevande spiritose si deve prestare particolare attenzione alle esigenze e alle richieste degli assoggettati alla stessa. Il legislatore deve impostare le disposizioni che disciplinano la riscossione dell’imposta in modo tale che gli assoggettati debbano investire il minor tempo e denaro possibili per adempiere ai loro doveri. Inoltre, l’autorità competente a cui spetta riscuotere l’imposta, è tenuta ad adottare i provvedimenti e la prassi di modo che la riscossione dell’imposta cagioni il minor dispendio possibile ai contribuenti. Entrambi, legislatore e amministrazione, devono quindi fare in modo che la riscossione dell’imposta si fondi su principi possibilmente semplici.
Le presenti direttive vengono rispettate fra l’altro riducendo notevolmente il numero degli assoggettati all’imposta, minimizzando e uniformando i privilegi fiscali, orientando al rischio i controlli e la quantità di autorizzazioni e di moduli (cfr. n. 7). Questi principi sono delle direttive per il legislatore e l’amministrazione e servono all’interpretazione. Da essi non si possono dedurre diritti soggettivi immediati degli assoggettati all’imposta, tanto più che detti principi di neutralità concorrenziale e di economicità di riscossione e di pagamento sono a volte difficili da conciliare.
Con la precisazione fatta nel capoverso 2 si sostituisce il latente conflitto d’interessi tra interessi di natura fiscale e di politica sanitaria, presente nell’attuale legislazione, con una soluzione trasparente: l’entità dell’aliquota dell’imposta si basa su riflessioni di politica sanitaria. Per la riscossione e il controllo dell’imposta sulle bevande spiritose devono invece prevalere riflessioni di natura fiscale e deve essere garantita una riscossione corretta e completa.
75 RS 641.61