Rapporto sui risultati
Consultazione 2009/122: Revisione totale della legge sull'alcool: avamprogetto di legge sull'imposizione delle bevande spiritose e di legge sull'alcol · 98 pagine
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ne e i Cantoni dall’obbligo di adottare misure nell’ambito della pubblicità, dei prezzi e della reperibilità e di sviluppare ulteriormente e sostenere la prevenzione comportamentale.
Economiesuisse (ANE2) accoglie favorevolmente lo strumento dei test d’acquisto, ma per motivi qualitativi auspica una normativa vincolante e dettagliata. Inoltre i test d’acquisto dovrebbero poter essere effettuati soltanto dalle autorità incaricate del perseguimento penale. Il numero dei test d’acquisto dovrebbe essere limitato alle aziende (a) nei riguardi delle quali esiste un sospetto fondato di violazione sistematica delle disposizioni sulla tutela della gioventù oppure (b) la cui offerta è rivolta prevalentemente a un pubblico giovane. L’UPSC (ANC4) e VELEDES (ANC16) adducono le stesse motivazioni. Swiss Retail (ANC18) e ASMPP (ANC27) appoggiano la richiesta di effettuare test d’acquisto solo in caso di sospetto fondato.
L’UDC (P2) considera i test d’acquisto una fonte di entrate alla quale sarebbe connesso il pericolo di favorire il successo di tali test scegliendo i partecipanti in maniera mirata e istruendoli.
L’AWMP (ANE3) e l’USAM (ANE4) ritengono superflui i test d’acquisto ordinati dallo Stato. Dovrebbero essere analizzate le sentenze esemplari dei tribunali. SPIRITSUISSE (ANC7), UP (ANC11), ASDB (ANC14), SBV (ANC15) e Swiss Retail (ANC18) sostengono questa richiesta. Anche l’USI adduce la stessa motivazione e teme inoltre che la competenza delle autorità cantonali e comunali possa causare una «proliferazione selvaggia» dei test
d’acquisto.
I rappresentanti del settore vinicolo (SWBV, SVSW, IVN, GOV) sono favorevoli allo strumento dei test d’acquisto, ma ritengono superfluo ancorarli nella legge, poiché la guida concernete questi test11 sarebbe sufficiente come base. La IG DHS (ANC21) e Coop (PI4) vorrebbero che i test d’acquisto fossero eseguiti prevalentemente a scopi di monitoraggio, ma accolgono favorevolmente la certezza del diritto creata con la base legale. Anche l’ASF (AO7), SKS (AO9) e FRC (AO15) condividono questo parere. La IG Freiheit (AO8) esprime riserve sulla prassi giudiziale e chiede che l’articolo venga stralciato. Dovrebbero essere accolti positivamente i test d’acquisto effettuati su iniziativa individuale dei settori, mentre sarebbe sbagliato delegare il compito alle autorità comunali e cantonali.
SPIRITSUISSE (ANC7) esige il divieto esplicito dell’impiego di un «agent provocateur» almeno nel messaggio. L’UP (ANC11) e hotelleriesuisse (ANC19) auspicano una normativa vincolante e dettagliata sui requisiti di qualità da osservare nei test d’acquisto. Esse chiedono di affidarne l’esecuzione solo alle autorità cui spetta la vigilanza del rispetto delle prescrizioni sull’età o – secondo hotelleriesuisse (ANC19) – delle disposizioni sulla tutela della gioventù. Anche Prométerre (ACC1) propone che un’unica autorità possa eseguire i test
d’acquisto e che non sia consentito coinvolgere organizzazioni specializzate. Swiss Retail (ANC18) adduce le stesse motivazioni e critica l’attuale «proliferazione selvaggia» dei test d’acquisto nonché la penalizzazione del personale di vendita. Secondo hotelleriesuisse (ANC19) nella rielaborazione dell’articolo e della formulazione dell’ordinanza devono essere imperativamente consultati i settori interessati al fine di definire disposizioni vincolanti concernenti qualità, quantità e modalità. L’UP (ANC11) chiede uno strumento legale con cui si possa far fronte a un eventuale eccesso di test d’acquisto.
11 RFA (ed.): Test d’acquisto di alcol. Una guida pratica ad uso di Cantoni, Comuni, organizzazioni non governative (ONG) e aziende, Berna 2010.