Rapporto sui risultati
Consultazione 2009/122: Revisione totale della legge sull'alcool: avamprogetto di legge sull'imposizione delle bevande spiritose e di legge sull'alcol · 98 pagine
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Secondo l’USS (ANE1) i test d’acquisto possono essere eseguiti solo dopo aver dato un preciso preavviso e dopo aver formato correttamente i collaboratori. Inoltre dovrebbe essere vietato alle organizzazioni riportare alla direzione aziendale i nomi dei collaboratori che hanno contravvenuto alle disposizioni. Anche dirittifondamentali.ch (AO6) è contraria alla «punizione immediata» del personale di vendita con multe elevate, mentre i proprietari dei negozi potrebbero essere perseguiti meno severamente.
Pure Commercio Svizzera (ANC6), AWS (ANC12), VELEDES (ANC16), i rappresentanti del settore della gastronomia e dirittifondamentali.ch (AO6) respingono l’istituzione di una base giuridica per i test d’acquisto. I rappresentanti del settore della gastronomia ritengono che l’articolo presentato non possa cambiare il fatto che si violi la legge federale sull’inchiesta mascherata12 (LFIM). Poiché nella maggior parte dei casi non c’è intenzione e spesso neppure negligenza si dovrebbe infliggere al massimo una multa. I test d’acquisto sarebbero delle «provocazioni di fatto». Commercio Svizzera (ANC6) condivide il parere.
La CFIG (CIC2) incoraggia l’istituzione di una base giuridica che stabilisca esplicitamente che i test d’acquisto non rientrano nel campo di applicazione della LFIM.
Il Centre Patronal (AO3) è favorevole a una normativa a livello federale solo nella misura in cui si renda necessaria una spiegazione della prassi esistente, accettata dal settore interessato.
I rappresentanti del settore della gastronomia criticano, inoltre, che i test d’acquisto non sono mirati a contrastare la problematica del consumo eccessivo di alcol all’aperto da parte dei giovani. Secondo Commercio Svizzera (ANC6) i test d’acquisto su vasta scala causano elevati costi di controllo e hanno scarsa efficacia.
Art. 10 Prezzi che coprono i costi
16 Cantoni (Soletta, Zurigo, Friburgo, Ginevra, Lucerna, Berna, Zugo, Svitto, Uri, Basilea Città, Sciaffusa, Neuchâtel, Turgovia, Vallese, San Gallo, Ticino), la CDC (C2), la città di Kloten (CC1), il PEV (P4), I Verdi (P5), l’USS (ANE1), Medici di famiglia Svizzera (ANC5), SPIRITSUISSE (B7), ASF (ANC10), AWS (ANC12), FMH (ANC20), FSL (ANC23), santésuisse (ANC35), i rappresentanti cantonali dell’agricoltura (LBV, BOV, BVBB, SOBV), praticamente tutte le organizzazioni della prevenzione, della medicina e delle famiglie nonché SJH (AO1), Swiss Olympic (AO2), SKS (AO9), konsumentenforum (AO11), upi (AO12), FRC (AO15), KAPO Wallis (AO16), CFAL (CIC1), CFIG (CIC2) e TFAG (PI5) accolgono positivamente l’obbligo di stabilire prezzi che coprono i costi. L’Unione delle città svizzere (AM1) è favorevole a estendere il principio della copertura dei costi a tutte le bevande alcoliche e spera che la regolamentazione futura consenta alla Confederazione di porre fine alle offerte a prezzi eccessivamente bassi.
I Cantoni di Friburgo (C4) e Zugo (C8) nonché la città di Zurigo (CC5) approvano la regolamentazione, ma ritengono insufficiente il calcolo della copertura dei costi. Infodrog (OP3) e IOGT (OP30) chiedono basi di calcolo chiare. Diversamente, secondo quest’ultima l’efficacia della misura non sarebbe stimabile. Per il Cantone di Basilea Campagna (C13) si ravvisa una praticabilità solo se il calcolo del prezzo è disciplinato in maniera uniforme. Inoltre, la deroga al principio della copertura dei costi «per motivi gravi» dovrebbe essere precisata.
Il PS (P6), Medici di famiglia Svizzera (ANC5) e FMH (ANC20) sono favorevoli alla disposizione, ma non considerano la copertura dei costi sufficiente e chiedono pertanto misure
12 RS 312.8