Rapporto sui risultati

Consultazione 2009/122: Revisione totale della legge sull'alcool: avamprogetto di legge sull'imposizione delle bevande spiritose e di legge sull'alcol · 98 pagine

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complementari che regolino i prezzi. Infodrog (OP3), Dipendenze Info Svizzera (OP4), NAS (OP5), Blaues Kreuz (OP9), ISPMZ (OP11), DOJ (OP21), FSKZ (OP22), Lega svizzera contro il cancro (OP27), IOGT (OP30), GREA (OP31), FS (OP33), Ticino Addiction (OP34), FSP (OP35), ARPS (OP38), Pro Juventute (OP40), SKS (AO9), upi (AO12), FRC (AO15), CFAL (CIC1) e CFIG (CIC2) condividono lo stesso parere. Il Cantone di Svitto (C10) esige prezzi minimi invece della copertura dei costi.

L’organizzazione IOGT (OP30) ritiene insufficiente la formulazione dell’articolo in generale. In particolare – riguardo al principio della causalità – dovrebbero essere considerati anche i costi che attualmente sono sostenuti dalla collettività.

I Cantoni di Turgovia (C19), San Gallo (C25) e Ticino (C26) propongono di stralciare le deroghe. Sempre che si prescinda da uno stralcio, il Cantone di San Gallo (C25) vorrebbe che il disciplinamento delle deroghe fosse di competenza esclusiva della Confederazione. Il Cantone del Vallese (C24) adduce la stessa motivazione. infodrog (OP3), Dipendenze Info Svizzera (OP4), Blaues Kreuz (OP9), ISPMZ (OP11), Croix-bleue romande (OP13), Suchtprävention Zürich (OP18), IOGT (OP30), FSP (OP35), ARPS (OP38), upi (AO12) e CFAL (CIC1) chiedono di rinunciare a un disciplinamento delle deroghe «per altri motivi gravi».

Sebbene dubitino che la misura sia applicabile in maniera ragionevole, la IG DHS (ANC21) e Coop (PI4) sono favorevoli a una base di calcolo uniforme a livello federale e a rinunciare ad altre misure volte a calmierare i prezzi.

Il Cantone dei Grigioni (C9) propone di rinunciare al principio dei prezzi a copertura dei costi, poiché in questo caso si tratterebbe di un’ingerenza inammissibile nella libertà economica. Inoltre la copertura dei costi dovrebbe essere stabilita in relazione alle singole imprese. Anche il Cantone di Nidvaldo (C21) e il Comune di Kriens (CC2) esprimono parere contrario.

Per il PPD (P1) sussisterebbe un elevato rischio di elusione dell’obbligo della copertura dei costi; ritiene inoltre che la prescrizione sia una grave ingerenza nella libertà economica e di esercizio della professione.

L’UPCF (ACC26) e i rappresentanti del settore della gastronomia adducono le stesse motivazioni. Essi ritengono che non esistano «prezzi di costo irrealistici». Inoltre l’estensione al vino e alla birra riguarda tutti i clienti e non è rivolta alla soluzione dei problemi veri. Di conseguenza, l’obbligo di praticare prezzi a copertura dei costi come finora deve valere soltanto per le bevande spiritose. SPIRITSUISSE (ANC7) respinge una forfetizzazione.

Secondo le associazioni SBV (ANC9), ASF (ANC10), FSL (ANC23), i rappresentanti cantonali dell’agricoltura (LBV, BOV, BVBB, BVSZ e ZBV) e Brenzer Kirsch (AO10) il metodo di calcolo dei prezzi che coprono i costi deve essere concordato con il settore.

L’UDC (P2) si oppone fermamente al calcolo dei prezzi da parte dello Stato. Per la IG Freiheit (AO8) questo tipo di intervento statale è intollerabile. Anche economiesuisse (ANE2), AWMP (ANE3), USAM (ANE4) e USI (ANE6) esprimono parere contrario, motivandolo con il fatto che ogni azienda ha una struttura dei costi propria. Inoltre, la prescrizione rappresenterebbe una grave ingerenza dello Stato nella politica dei prezzi delle imprese.

Anche l’USC (ANE5) respinge questa prescrizione.

Le associazioni nazionali di categoria Commercio Svizzera (ANC6), UP (ANC11), ASDB (ANC14), SBV (ANC15), VELEDES (ANC16), Swiss Retail (ANC18), hotelleriesuisse

(ANC19) e Centre Patronal (AO3) chiedono lo stralcio dell’articolo, poiché il principio della copertura dei costi sarebbe sproporzionato e non mirato in rapporto al livello di intervento. Inoltre, sarebbe impossibile definire oggettivamente prezzi che coprono i costi per tutte le aziende. Per Commercio Svizzera (ANC6) il dispendio per il mercato e l’amministrazione è sproporzionato all’utilità. Swiss Retail (ANC18) condivide il parere.