Rapporto sui risultati
Consultazione 2009/126: Revisione parziale dell'ordinenza sulla caccia · 67 pagine
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Consiglio federale deve infatti limitare nel tempo le estensioni dei periodi di caccia a livello di ordinanza e oltretutto secondo l’articolo 5 capoverso 6 LCP deve emanare tali disposizioni solo per le specie protette e non per quelle cacciabili.
Per la SSBF, in linea di massima la regolamentazione del periodo di protezione va bene, ma bisogna tener presente che le femmine di cinghiale sono fertili già a partire dal secondo anno di età. Per proteggere meglio le madri, la lettera a va quindi completata di conseguenza: «a. Per i cinghiali di meno di due anni al di fuori del bosco non vi è alcun periodo di protezione, (nuovo) a meno che non si tratti di madri con i piccoli».
Art. 3bis cpv. 2 lett. b OCP
Art. 3biscpv. 2 lett. b
2 Le specie cacciabili e i periodi di protezione sono limitati ed estesi come segue:
b. cormorano: dal 1° marzo al 31 agosto;
La nuova riduzione del periodo di protezione del cormorano, che prevede di togliere il mese di febbraio, corrisponde a una richiesta vincolante del Parlamento (mozione 09.3723). Ciononostante, nell’indagine conoscitiva questa nuova regolamentazione ha suscitato reazioni contrastanti.
Cantoni e conferenze cantonali: la maggioranza dei Cantoni saluta espressamente la riduzione. Due Cantoni chiedono disposizioni più severe: un Cantone (NE) chiede di dare ai Cantoni la possibilità di adottare misure per dissuadere efficacemente il cormorano dalla cova al di fuori delle riserve federali di uccelli acquatici e migratori; un altro Cantone (VD) chiede che in futuro i cormorani non beneficino più di un periodo di protezione ai sensi del diritto federale sui tratti di sponda con la presenza di specie di pesci minacciate (p. es. il temolo). Un Cantone (BE) chiede anche l’elaborazione di un «piano nazionale di gestione del cormorano», che consenta ai Cantoni di adottare efficaci misure di regolazione venatoria.
Utilizzazione delle risorse: la valutazione sostanzialmente favorevole della riduzione del periodo di protezione del cormorano è confermata anche dalle associazioni orientate all’utilizzazione delle risorse. In particolare le associazioni dell’agricoltura (USC, FSAO, FSAC) e l’associazione dei pescatori professionisti (SBFV) insistono tuttavia
sull’adozione di altre misure per limitare la popolazione di cormorani. Chiedono in particolare l’attuazione efficace del «Piano delle misure per il cormorano», aggiungendo che la mancata attuazione, finora, dell’intervento sull’effettivo di cormorani previsto esplicitamente in questo piano erode la fiducia nelle autorità.
Protezione delle risorse: la riduzione del periodo di protezione del cormorano è respinta dalle associazioni di protezione della natura e degli uccelli (ProNatura, WWF, ASPU,
Nos Oiseaux, FP, ALA, associazioni regionali), dal partito dei Verdi nonché dalle istituzioni scientifiche (Stazione ornitologica Sempach, SSBF), che chiedono il mantenimento dello «status quo» e la soppressione di questa lettera, adducendo i seguenti motivi:
l’estensione del periodo di caccia con l’inclusione del mese di febbraio intensifica la caccia durante la migrazione primaverile del cormorano, il che è contrario al diritto europeo e ingiustificato. La caccia in febbraio ha inoltre gravi effetti collaterali per altri uccelli acquatici (a causa dei disturbi provocati dalla caccia). Si tratta inoltre di una riduzione superflua dal momento che il sistema attuale consente già sufficienti autorizzazioni ecce-
G262-0576