Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/127: Revisione totale dell'ordinanza sull'utilizzazione di organismi in sistemi chiusi (Ordinanza sull'impiego confinato, OIConf) · 52 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: F165-0482

Cifra 2.1:

Ora anche per la classificazione delle attività nell’OIConf viene descritto espressamente quando le attività con organismi comportano in generale un rischio trascurabile, esiguo, moderato o elevato (cpv. da 2 a 5; per i casi particolari cfr. anche cifra 2.2). Il punto iniziale è rappresentato dalla classificazione degli organismi interessati in gruppi, la classe dell’attività prevista si scosta dalla classificazione degli organismi quando dalla determinazione del rischio emerge un rischio legato all’attività o alle condizioni ambientali nettamente accresciuto o ridotto rispetto alla classificazione degli organismi (cpv. 1). La descrizione della determinazione del rischio per i singoli gruppi si basa su standard internazionali (es. elenco OEPP o raccomandazioni dell’OMS) e su elenchi di altri Paesi, in particolare di Europa e Canada. Nella determinazione del rischio delle attività si tiene conto espressamente delle condizioni ambientali presenti in Svizzera e nel luogo dell’attività. Anche per la classificazione della sua portata è rimasto invariato il principio secondo il quale in caso di dubbi un’attività è da attribuire alla classe maggiore (cpv. 6; precedente allegato 2.3. cifra 1 cpv. 1).

Cifra 2.2:

Per le seguenti attività viene prevista una determinata classe, in parte come avveniva prima (cfr. allegato 2.3 cifra 1 cpv. 3 e 4), sulla base di una determinazione del rischio generalizzata, per così dire anticipata.

Capoverso 1 lettera a:

Per le analisi di campioni di suolo, acqua, aria o derrate alimentari si precisa che queste attività devono poter essere attribuite a priori alla classe 1 soltanto se non è presumibile che tali campioni siano straordinariamente contaminati con organismi soggetti all’obbligo confinato. In caso di sospetti concreti è necessario di conseguenza determinare e valutare il rischio per il caso specifico.

Capoverso 1 lettera b:

Negli studi medici e per l'analisi degli alimenti vengono impiegati sempre più spesso kit diagnostici o test a contatto che forniscono la prova diretta o indiretta di organismi dei gruppi 1 e

2. La prova viene eseguita senza o con ridotta moltiplicazione degli organismi secondo diversi metodi, in particolare di tipo biologico-molecolare (reazione a catena della polimerasi), immunologico e sierologico (prova dell’antigene e dell’anticorpo) e con altri metodi (lateral flow assay, microscopia, analisi biochimiche di molecole segnale ecc.). Sono esempi tipici i test uricult, urotube, hygicult, i test a contatto, i test rapidi e gli altri sistemi di prova completamente automatici. I rischi legati all’utilizzazione di questi test sono relativamente esigui: se non avviene alcuna moltiplicazione, gli organismi patogeni dei gruppi 1 e 2 eventualmente presenti vengono di norma subito inattivati mediante fissazione, aggiunta del buffer di estrazione o del lysis buffer o immobilizzazione su una matrice. Se avviene una moltiplicazione, ovvero nei kit per test crescono colture, dopo l’inoculazione i test in questione non vengono più aperti e dopo la lettura del risultato vengono smaltiti direttamente a regola d’arte oppure inviati ad un laboratorio di diagnosi attrezzato per l’ulteriore analisi. Ai sensi dell’OIConf una moltiplicazione di organismi potenzialmente patogena è da considerarsi utilizzazione, un’attività con questi kit di test deve essere attribuita di norma alla classe 1. Inoltre sarebbe sproporzionato imporre l'obbligo di notifica in particolare agli studi medici e ai macelli se impiegano questi kit, inoltre un obbligo di notifica in questi casi non comporta quasi mai un aumento sostanziale della sicurezza biologica. Devono comunque essere rispettate le misure di sicurezza generali e particolari del livello 1 secondo l’allegato 4. Come aiuto all’esecuzione

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