Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/127: Revisione totale dell'ordinanza sull'utilizzazione di organismi in sistemi chiusi (Ordinanza sull'impiego confinato, OIConf) · 52 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: F165-0482

Allegato 2.1: Classificazione degli organismi per gruppi Cifra 1: Determinazione del rischio

Capoverso 1:

L’elenco dei criteri per classificare gli organismi in gruppi è rimasto in larga parte invariato (cfr. precedente allegato 2.1 capoverso 1). È stato integrato con i seguenti criteri:

• Mutagenesi (lett. k): per la determinazione del rischio è necessario tenere conto del po-

tenziale del materiale genetico attivo o dei virus di causare mutazioni per integrazione e quindi per es. un’attivazione o disattivazione di geni.

• Potenziale contaminazione con microrganismi patogeni (lett. n): se si utilizzano organismi

infetti o contaminati da organismi patogeni, per determinare il rischio delle attività con tali organismi occorre tenere conto degli organismi patogeni. Questo può significare che le zecche, le quali normalmente non sono considerate organismi patogeni e pertanto non rientrano nel campo d’applicazione dell’OIConf, in seguito ad una presunta o accertata infezione ad es. con borrelia, vanno classificati come organismi patogeni del gruppo 2; analogamente questo vale anche per le linee cellulari primarie che di per sé non sono patogene ma che di norma è necessario prevedere che contengano organismi patogeni. Pertanto vanno attribuite di norma al gruppo 2, tranne che sussistano motivi concreti per concludere che le cellule sono prive di patogeni, per es. nel caso delle cellule di animali SPF.

• Esigenze ambientali e potenziale d’invasività (lett. o e p): questi criteri sono rilevati in

particolare per gli organismi alloctoni, ma anche per gli organismi patogeni e gli OGM (i criteri per gli organismi naturali e gli OGM erano contenuti nel precedente allegato 2.3). Gli organismi che non sopravvivono all’inverno in Svizzera rappresentano ad esempio un rischio esiguo per l’ambiente rispetto agli organismi che invece sono in grado di superare le temperature invernali.

• Disponibilità di tecniche adatte per registrare, rilevare, identificare, sorvegliare e combat-

tere l’organismo in questione (lett. q): il potenziale di danno non dipende soltanto dalle proprietà degli organismi in questione bensì anche dalle possibilità di combatterli in caso di una loro eventuale fuoriuscita nell’ambiente. Pertanto per la determinazione del rischio è necessario tenere conto anche delle tecniche che comprendono prelievi di campioni (rilevamento), che consentono di identificare gli organismi e che, su queste basi, garantiscono eventualmente una sorveglianza e/o una lotta efficace e mirata.

Alla lettera l il “rilascio del virus” è stato integrato con la “produzione del virus” poiché ai fini della sicurezza è rilevante la produzione di virus prima ancora del loro rilascio.

Capoverso 2:

Come già accennato a titolo introduttivo relativamente all’allegato 2, i criteri generali da tenere in considerazione per la determinazione del rischio in presenza di OGM, indipendentemente dall’attività e dalle condizioni ambientali concrete, sono stati inseriti in questo capoverso e quindi rientrano nei criteri per la classificazione in gruppi. I criteri sono ripresi dal precedente allegato 2.3 (cifra 2 cpv. 1 e 2) e in alcuni casi sono stati leggermente precisati.

32/52 267/2006-01825/06/50/03/F165-0482