Rapporto sui risultati
Consultazione 2009/129: Approvazione degli emendamenti del 4 giugno 2004 alla Convenzione sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero · 10 pagine
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La maggior parte dei Cantoni ritiene che gli emendamenti non modifichino sostanzialmente la portata della Convenzione per i Cantoni e che permetteranno di migliorare l’applicazione della Convenzione senza bisogno di modificare il diritto interno svizzero.
JU precisa che, contrariamente a quanto figura nel rapporto esplicativo, l’approvazione degli emendamenti avrà delle ripercussioni per i Cantoni, poiché a essi compete una parte
dell’applicazione della Convenzione e nell’appendice I sono definiti nuovi tipi di impianti, anche se il numero di progetti sottoposti alla Convenzione resterà esiguo e i compiti supplementari saranno limitati.
GR sottolinea che gli emendamenti rischiano di complicare e allungare le procedure di autorizzazione di progetti di carattere internazionale e che non apportano alcun miglioramento della cooperazione internazionale.
4.2 Associazioni mantello dell’economia attive a livello nazionale e altre associa-
zioni dell’economia e associazioni professionali
Approvano gli emendamenti le quattro associazioni seguenti: USS, che è dello stesso avviso di ProNatura; AES, malgrado alcune reticenze sull’articolo 2; FUS a patto che non siano generati costi supplementari; e TCS con una riserva in relazione all’attività 7b dell’appendice I. L’USI e l’USC hanno espressamente rinunciato a una presa di posizione.
La maggioranza delle associazioni mantello dell’economia attive a livello nazionale e delle altre associazioni economiche e associazioni professionali, economiesuisse, USAM, costruzionesvizzera, SSIC, SGCI e Centre patronal, è invece contraria agli emendamenti.
Queste sei associazioni formulano delle riserve nei confronti di tutti gli impegni internazionali in materia ambientale. La maggior parte di esse ritiene che non sia necessario armonizzare oltre la legislazione nazionale con altri accordi internazionali che vanno nella stessa direzione. Con la netta maggioranza degli ambienti economici, avevano già respinto la ratifica della Convenzione di Aarhus3 in procedura di consultazione. Considerano la ratifica degli emendamenti alla Convenzione di Espoo un modo nascosto di approvare la ratifica della Convenzione di Aarhus, a cui si fa riferimento nella decisione III/7, e avanzano gli stessi argomenti di rifiuto del progetto, in particolare la pressione esercitata sugli ambienti della costruzione per divulgare i loro segreti aziendali.
costruzionesvizzera e la SGCI ritengono che lo strumento dell’EIA sia già abbastanza sviluppato e che la Svizzera disponga già di una legislazione rigorosa in materia di protezione dell’ambiente. Queste due associazioni non vedono quindi alcun bisogno di limitare il proprio margine di manovra a livello nazionale mediante obblighi internazionali.
Le stesse sei associazioni temono che gli emendamenti indeboliscano la piazza economica svizzera sul piano tecnologico e su quello della pianificazione del territorio. Ritengono che la valutazione delle ripercussioni economiche sulla Svizzera contenuta nel rapporto esplicativo sia erronea – il rapporto indica che verosimilmente non vi saranno ripercussioni – e deplorano la mancanza di una «analisi d’impatto della regolamentazione» o addirittura di uno «studio di compatibilità – PMI».
Oltre al timore di costi supplementari, economiesuisse, l’USAM, costruzionesvizzera, la SSIC e la SGCI temono che gli emendamenti comportino un incremento dei compiti amministrativi e ritardi nei progetti di costruzione.
L’USAM rileva che secondo la decisione III/7 le Parti che non hanno approvato gli emendamenti hanno comunque sempre la possibilità di partecipare alle attività legate alla Convenzione. costruzionesvizzera ritiene che, siccome gli emendamenti sono stati ratificati solo dalla metà delle Parti necessarie per la loro entrata in vigore, una ratifica da parte della Svizzera non è urgente.
3 Convenzione del 1998 sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale 5/10 056/2005-02379/26/12/03/17/07/13/01/K183-1805