Rapporto sui risultati
Consultazione 2009/24: Ordinanza sui decolli e gli atterraggi di aeromobili fuori degli aerodromi (Ordinanza sugli atterragi esterni, OAEs) · 43 pagine
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Art. 29 cpv. 1 lett. c (restrizioni di notte)
I Cantoni di Appenzello Interno e di Soletta chiedono di prolungare il periodo di applicazione del divieto di atterraggi esterni (dalle 20.00 alle 07.00 anziché dalle 22.00 alle 06.00). In questo modo, secondo loro, si garantisce alla popolazione la protezione contro il rumore nelle ore marginali della giornata.
Art. 29 cpv. 1 lett. d (restrizioni dalle 12:15 alle 13:15)
Il Cantone di Appenzello Interno chiede che la pausa di mezzogiorno sia prolungata di 15 minuti (dalle 12:00 alle 13:15 anziché dalle 12:15 alle 13:15) così da rispettare in modo più appropriato le esigenze e le abitudini della popolazione. Il Cantone del Vallese, il Centre Patronal, 10 rappresentanti dell’industria, Aqua Nostra e l’Ufficio d’inchiesta sugli infortuni aeronautici chiedono invece lo stralcio della pausa di mezzogiorno, non ritenendola più adeguata ai tempi, causa di ritardi nell’effettuazione di voli importanti, fonte di minaccia per la sicurezza a causa di contingenze temporali (regolamentazione non paragonabile con nessun altra nel settore dei trasporti), nonché priva di efficacia nelle zone rurali. Secondo loro, nei centri abitati, le imprese si attengono già alla consuetudine e si astengono quindi dall’effettuare voli nella pausa di mezzogiorno.
Art. 29 cpv. 1 lett. e (restrizioni nei pressi degli aerodromi)
Tre rappresentanti dell’industria propongono che per gli atterraggi esterni nei pressi degli aerodromi si applichino le prescrizioni del servizio di sicurezza aerea.
Art. 29 cpv. 1 lett. f (restrizioni nei pressi degli esercizi pubblici e degli assembramenti)
Quattro rappresentanti dell’industria e il Cantone del Vallese chiedono lo stralcio della lettera f, poiché molti esercizi pubblici auspicano poter accogliere i clienti che si spostano in elicottero. Secondo loro, nulla giustifica, neppure considerazioni legate alla sicurezza, che una coppia di sposi, ad esempio, atterri in mezzo alla natura. Inoltre, l’espressione «grandi assembramenti di persone» non è a loro giudizio chiara. Sottolineano inoltre che proprio nei rifugi di montagna del CAS le piattaforme per gli atterraggi di elicotteri sarebbero sempre situate nelle immediate adiacenze. Altri quattro rappresentanti dell’industria chiedono di permettere gli atterraggi a una distanza inferiore a 100 m dagli esercizi pubblici, sempreché non sussista alcun pericolo. Due rappresentanti dell’industria chiedono che venga perlomeno stralciato il termine «esercizi pubblici» dalla lettera f e sostituito «raggio» con «distanza». Ritengono inoltre che, dal luogo in cui si trattengono, i clienti non si sentirebbero infastiditi dagli atterraggi esterni, bensì incuriositi dallo spettacolo. La Karen SA giudica positivamente la disposizione sotto il profilo della sicurezza, sottolinea però che diversi esercizi pubblici non potrebbero più essere raggiunti in elicottero. I Verdi chiedono di aumentare a 500 m la distanza minima dagli esercizi pubblici e dai grandi assembramenti di persone. Per il Cantone di Zugo sarebbe opportuno valutare l’estensione della regolamentazione ad altre infrastrutture sensibili al rumore quali scuole, case di riposo o alberghi.
Ordinanza sugli atterraggi esterni OAEs: risultati della procedura di consultazione (progetto del mese di marzo 2011)