Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/26: Revisione totale della legge federale del 6 ottobre 1989 per la promozione delle attività giovanili extrascolastiche (legge sulle attività giovanili, LAG) · 42 pagine
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Rapporto esplicativo concernente la revisione totale della legge sulle attività giovanili
1.1.2), oggi tanto necessarie sul mercato del lavoro. Queste competenze non vengono necessariamente acquisite modo per via cognitiva, ma scaturiscono da una combinazione di esperienze, conoscenze, capacità e comportamenti. Promuovere e sostenere in modo mirato offerte di apprendimento extrascolastiche adeguate, che vadano ad integrare il sistema educativo e formativo istituzionale, è perciò di particolare importanza.
Economia globalizzata
L’economia globalizzata ha sempre più bisogno di una forza lavoro che disponga di conoscenze linguistiche, esperienze professionali e competenze interculturali apprese all’estero. Il bagaglio di sapere acquisito attraverso la mobilità diventa d’altronde un requisito sempre più indispensabile per accedere ad uno spazio economico e ad un mercato del lavoro internazionalizzati e altamente tecnologici. I programmi di scambio, vuoi condotti sotto forma di soggiorno di studio o di stage professionali, vuoi nel quadro di attività di volontariato internazionali, danno ai giovani la possibilità di raccogliere le esperienze necessarie a compiere questo passo. La sfida cui è posta di fronte in questo campo la politica di promozione della Confederazione sta piuttosto nel garantire, anche e soprattutto ai giovani svantaggiati, una valida opera di assistenza e di collocamento.
Dinamiche migratorie
A seguito dei movimenti migratori avutisi negli scorsi anni, oggi il 21-25 per cento dei fanciulli e dei giovani di età compresa tra 0 e 19 anni che vivono in Svizzera sono stranieri. Oltre i due terzi di questi sono nati in Svizzera, ma più della metà dei giovani che non possiedono passaporto elvetico proviene da Paesi non membri dell’UE né dell’AELS, senza contare i molti giovani svizzeri con background migratorio non censiti dalle statistiche. Queste cifre mostrano che quella dell’integrazione è una sfida di lungo periodo, cui possono però prestare un contributo importante sia le attività extrascolastiche sia la politica di promozione della Confederazione.
1.1.3.2 Pari opportunità per bambini e giovani disabili
Un’ulteriore sfida per la politica della Confederazione in materia di promozione dell’infanzia e della gioventù viene dall’integrazione di bambini e giovani disabili.
Dacché è stata introdotta una normativa specifica in materia di pari trattamento dei disabili (art. 8 cpv. 2 e 4 Cost; legge sui disabili) i legislatori sono tenuti, tanto sul piano federale quanto su quello cantonale, ad eliminare gli svantaggi cui sono confrontati i disabilità e creare condizioni quadro che contribuiscano a migliorare la loro partecipazione a tutti gli ambiti della vita sociale. Nell’attuazione di quest’obbligo un ruolo decisivo spetta, oltre che all’integrazione scolastica, anche alle attività extrascolastiche. È nell’ambito di queste, infatti, che i bambini e i giovani hanno precocemente occasione, non solo di vivere la parità e l’integrazione con gli altri, siano essi o meno disabili, ma anche di vivere la disabilità come un fatto normale.
Oggi, le offerte di attività extrascolastiche aperte sia ai fanciulli e giovani normalmente abili sia a quelli diversamente abili costituiscono ancora un’eccezione. La sfida per la politica di promozione della Confederazione consiste dunque, su questo fronte, nel contribuire ad abbattere per quanto possibile le barriere tra bambini e giovani con e senza disabilità, sperimentando e sostenendo offerte che tengano conto in un quadro comune dei bisogni di tutti i bambini e i giovani.
Alla luce di queste sfide la politica e gli ambienti specializzati chiedono da tempo un maggiore impegno della Confederazione nei confronti dei Cantoni e delle associazioni giovanili (cfr. punti 1.1.5.1 e 1.1.5.2). In sede di elaborazione di una nuova legge sulla promozione dell’infanzia e della gioventù si tratta dunque di incoraggiare a livello nazionale e in collaborazione con gli attori che operano nell’ambito delle politiche giovanili proposte di attività extrascolastiche differenziate, sostenendo inoltre l’integrazione di tutti i bambini e i giovani nelle offerte in materia di attività del tempo libero (cfr. punto 1.3.2).