Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/26: Revisione totale della legge federale del 6 ottobre 1989 per la promozione delle attività giovanili extrascolastiche (legge sulle attività giovanili, LAG) · 42 pagine
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Rapporto esplicativo concernente la revisione totale della legge sulle attività giovanili
Mozione 07.3664 Chantal Galladé – Strategia nazionale generale per una politica dell’infanzia e della gioventù
La mozione inoltrata il 4 ottobre 2007 dalla consigliera nazionale Chantal Galladé chiede al Consiglio federale di formulare i contenuti di una strategia nazionale generale per una politica dell’infanzia e della gioventù. Il 7 dicembre 2007 il Consiglio federale, analogamente a quanto aveva proposto per la mozione Amherd, ha respinto la mozione, in quanto i lavori necessari per la realizzazione del postulato Janiak (00.3469) non erano ancora ultimati. Il 19 dicembre 2007 il Consiglio nazionale ha accolto la mozione; il 18 dicembre 2008 il Consiglio degli Stati l’ha invece respinta ritenendo che il rapporto del Consiglio federale summenzionato, consegnato nel frattempo, avesse adempiuto le richieste dell’autrice della mozione.
1.1.5.2 Rapporto del Consiglio federale "Strategia per una politica svizzera dell’infanzia e della gioventù"
Il 27 agosto 2008, il Consiglio federale ha adottato il rapporto "Strategia per una politica svizzera dell’infanzia e della gioventù", in risposta ai postulati Janiak (00.3469) e Wyss (00.3400 e 01.3350) e fatto riferimento, in più punti, alla critica mossa da diversi attori all’impostazione della politica svizzera dell’infanzia e della gioventù. In particolare, vanno citati lo studio Frossard (2003)18, il rapporto della CFIG "Grundlagen für eine schweizerische Kinder- und Jugendpolitik" (2000)19 e il "Manifest für eine wirkungsvolle Kinder- und Jugendpolitik" (2006) del gruppo di lavoro per la legge quadro, formato da diverse organizzazioni giovanili, dalla CFIG e dalla CDCG.20
Nel suo rapporto, il Consiglio federale, sulla base della Costituzione federale (art. 11 e 41 cpv. 1 lett.
g) e della Convenzione ONU sui diritti del fanciullo, definisce la politica dell’infanzia e della gioventù come una politica fondata su tre pilastri: tutela, promozione dello sviluppo e dell’autonomia e coinvolgimento nelle discussioni e nel processo decisionale (partecipazione) (cfr. capitolo 1.1.1). Il rapporto cita le sfide che la politica dell’infanzia e della gioventù deve affrontare per rimanere al passo con l’evoluzione della società, dell’istruzione, della tecnica, dell’economia e della migrazione (cfr. capitolo 1.1.3) e ne illustra i problemi dal punto di vista di diversi attori. Analizza le basi costituzionali e di diritto internazionale e presenta la situazione attuale e le misure già in essere a livello federale e cantonale. La conclusione è che la politica dell’infanzia e della gioventù può essere ottimizzata e che le basi legali vigenti vanno aggiornate al mutato quadro sociale. In particolare, la Confederazione non sfrutta a sufficienza il potenziale di prevenzione ed integrazione delle attività extrascolastiche per fanciulli e giovani.
Al contempo, il Consiglio federale respinge la richiesta di una legge quadro per una politica svizzera dell’infanzia e della gioventù, avanzata nel postulato Janiak. Anche a prescindere dalla mancanza dei necessari presupposti di diritto costituzionale, il Governo ritiene infatti inappropriato imporre ai Cantoni norme vincolanti in materia di politica dell’infanzia e della gioventù (cfr. capitolo 1.1.4): i provvedimenti volti alla protezione, alla promozione e alla partecipazione di fanciulli e giovani devono tenere conto per molti aspetti delle specificità locali e cantonali, su cui devono fondarsi. Per quanto concerne la richiesta di creare un’unità organizzativa con mansioni di coordinamento, il Consiglio federale rimanda all’unità dell’UFAS responsabile per le questioni concernenti l’infanzia e la gioventù. Per motivi costituzionali e di politica statuale, il Consiglio federale ritiene problematico concedere un diritto formale di proposta alla Sessione federale dei giovani, come richiesto dal postulato Wyss (01.3350), in particolare perché la Sessione dei giovani, non essendo una rappresentanza eletta, manca della necessaria legittimità politica.
18 Frossard, loc. cit. Lo studio conclude che il potenziale educativo e preventivo delle attività giovanili extrascolastiche viene sfruttato troppo poco dai Cantoni e che si trascura il coordinamento delle questioni giovanili. Si invita la Confederazione a provvedere ad un maggiore coordinamento e ad introdurre incentivi finanziari per lo sviluppo di un’organizzazione coerente a livello cantonale.
19 Documento di discussione della Commissione federale per la gioventù (oggi: CFIG): Grundlagen für eine schweizerische Kinder- und Jugendpolitik. Aprile 2000; disponibile all‘indirizzo: http://www.cfig.admin.ch/c_data/d_00_Gr_KiJupo.pdf. La CFIG chiede un ruolo attivo ed innovativo della Confederazione nella politica dell’infanzia e della gioventù. Per poter parlare di una politica svizzera dell’infanzia e della gioventù, si dovrebbero compensare deficit tematici, organizzativi e strutturali a livello federale.
20 Cfr. http://www.sajv.ch/files/pdf/rage/manifest_rage_kinderjugendpolitik_d_u.pdf. In esso si critica in particolare la mancanza di collaborazione tra Cantoni e Comuni. Strutture parallele inutili farebbero sprecare risorse già scarse. Mancherebbe un controllo di ordine generale della politica dell’infanzia e della gioventù e pertanto fanciulli e giovani avrebbero chance diverse, a seconda del luogo in cui vivono.