Rapporto sui risultati
Consultazione 2010/110: Finanziamento e l'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria (FAIF; controprogetto all'iniziativa popolare «Per i trasporti pubblici») · 82 pagine
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quattro organizzazioni mantello dei Comuni, delle città e delle regioni di montagna interpellate (Associazione Comuni, Unione città, SAB, StädteallianzöVOZCH), cinque associazioni mantello
dell’economia (economiesuisse, USC, SSIC, USS, Travail.Suisse), 20 organizzazioni e altre 17 prese di posizione.
Nell’ambito delle prese di posizione favorevoli vengono formulate diverse riserve e condizioni: una parte dei partecipanti (Verdi, Travail.Suisse, pro natura, FPC, ATA, WWF, AllianzöVIni, acsi) ritiene ad esempio che il finanziamento debba essere riesaminato. PLR, CDS, SAB e VAP auspicano un corrispondente progetto collegato relativo al finanziamento dell’infrastruttura stradale (visione globale),
mentre altri (Verdi, ATA, WWF, AllianzöVIni, Porti Renani Svizzeri) chiedono che la fase di ampliamento 2025 contenga un maggior numero di progetti e sia realizzata in tempi più rapidi, che sia garantita un’offerta a tutta la Svizzera e non solo alle regioni densamente abitate e che si tenga conto di aspetti regionali quali l’asse nord-sud (quest’ultimo da FR, TI, VS e Ouestrail). Secondo ZG la realizzazione dei progetti urgenti andrebbe resa obbligatoria, mentre SH fa notare che occorre concludere o considerare i progetti di ampliamento in corso (NFTA, RAV, traffico d’agglomerato). Si auspica inoltre che vengano prese maggiormente in considerazione le esigenze del traffico merci (Aktion Freiheit und Verantwortung). Alcuni rilevano la necessità di correggere singoli punti o manifestano riserve (UR,
Komitee Pro Wiesenberg). Altri ancora ritengono che il progetto non risolva il problema di fondo, ossia l’eccessiva mobilità (GL, Travail.Suisse).
Sono PARZIALMENTE d’accordo con gli obiettivi generali nove partecipanti alla consultazione: un Cantone (JU), un partito (PS), un’associazione mantello dell’economia (CentrePatronal), due organizzazioni interpellate (UP, Hupac) e altre quattro prese di posizione.
Taluni (JU, PS, FRC, CITraPCH) sono favorevoli al Fondo, ma non concordano sul finanziamento.
Altri condividono la necessità di manutenzione e ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria, ma sono contrari a un sostegno generale e illimitato dei trasporti pubblici e al finanziamento della ferrovia con fondi provenienti dal vettore strada (CentrePatronal, ass.rout.VD, fer). Per l’UP manca una visione globale che tenga conto del traffico stradale, mentre l’Hupac critica l’assenza di trasparenza e di strumenti di controllo dei costi. Altri interpellati (JU, CITraPCH) giudicano la fase di ampliamento 2025 insufficiente.
Hanno risposto in modo NEGATIVO dieci partecipanti: un cantone (ZH), un partito (UDC),
un’associazione mantello dell’economia (USAM), cinque organizzazioni interpellate (UPSA, ACS,
ASTAG, FRS, auto-schweiz) e altre due prese di posizione (citrap-vaud, Ecoglobe.ch).
Secondo tali pareri il progetto viola il principio di causalità (UDC, UPSA, ACS, ASTAG, FRS, autoschweiz), intacca eccessivamente i fondi destinati al vettore stradale (UDC, UPSA), implica un notevole finanziamento trasversale (ASTAG) e comporta obblighi materiali che rendono necessari aumenti fiscali e contributivi a carico della circolazione stradale (UDC). Anche il rinvio di una soluzione per il finanziamento del traffico stradale è oggetto di critiche (USAM, ACS). ZH è contrario agli obiettivi del progetto poiché le competenze in materia di pianificazione verrebbero trasferite dai Cantoni alla Confederazione; inoltre, non accetta il fatto che siano i Cantoni e gli utenti a dover colmare la lacuna del finanziamento. ecoglobe.ch è dell’avviso che l’ampliamento non sia compatibile con la Costituzione