Rapporto sui risultati
Consultazione 2010/123: Modifica dell'articolo 119 Cost. e della legge sulla medicina della procreazione (ammissione della diagnosi preimpianto) · 41 pagine
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momento si deve permettere di scegliere liberamente caratteristiche quali il colore dei capelli o il sesso. PI ritiene inoltre importante che il criterio della sostenibilità da parte dei genitori sia prioritario nella decisione se autorizzare o meno l’esecuzione della DPI e accoglie quindi favorevolmente il disciplinamento richiesto.
39 partecipanti giudicano troppo restrittiva la regolamentazione delle indicazioni richiesta e reclamano un allentamento delle condizioni di ammissibilità stabilite alle lettere a-d (BS, GE, JU, SG, TI, VD, ZH, PLR, PS, AGER, AWS, CHUV, CPMA, EZEN, FMH, FVS, Gen Suisse, H+, interpharma, MAM, MERH, PHCH, Procrea, SEK, SGED, SGGG, SGMG, SGP, SGRM, SHV, SULM, svbg, Uni BE-m, Uni GE/IEB, Uni LU-br, Uni NE, USZ, UZH, Viollier):
• 16 partecipanti sono convinti che il capoverso 2 debba essere integralmente
stralciato, vale a dire che la DPI dovrebbe essere ammissibile alle stesse condizioni della DPN (SG, VD, PLR, PS, AGER, Gen Suisse, H+, interpharma, MERH, SGED, SGGG, SHV, SULM, Uni GE/IEB, USZ, UZH). Non comprendono perché la DPI dovrebbe sottostare a disciplinamenti più severi di quelli applicati ai metodi di diagnostica prenatale. Per la DPI, che in molti Paesi europei è praticata da circa vent’anni, non si sono mai registrati abusi significativi. Non si rivelano quindi necessarie misure di prevenzione contro gli abusi più incisive di quelle in vigore per la biopsia dei villi coriali/l’amniocentesi.
• 17 partecipanti chiedono di stralciare la lettera b (TI, VD, AWS, CHUV, CPMA, FMH,
H+, interpharma, MAM, PHCH, SEK, SGGG, SGMG, SGRM, SGP, Uni BE-m, Uni NE). Le condizioni di ammissibilità ivi sancite sono di difficile attuazione, causerebbero notevoli problemi di interpretazione e comporterebbero conseguentemente applicazioni divergenti e ingiuste. Inoltre, la restrizione a malattie che «si manifestano prima del 50° anno di età», olt re a essere discriminante, è anche arbitraria e impraticabile. È ad esempio impossibile prevedere l’insorgenza di una Chorea Huntington prima o dopo il compimento del 50° anno d'età.
Insel e Uni BE-m propongono di formulare la lettera b come segue: «…e che sia probabile che la malattia comporti una limitazione rilevante della qualità di vita e dell’aspettativa di vita.»
Uni ZH chiede di rinunciare al limite di età sancito alla lettera b. JU auspica che detto limite venga riesaminato e semmai innalzato.
• 16 partecipanti auspicano l’autorizzazione al cosiddetto screening delle aneuploidie
per le coppie infertili (BS, PS, AGER, CHUV, FMH, Gen Suisse, H+, MERH, PHCH, SGMG, SULM, Uni LU-br, Uni NE, USZ, UZH). Il fatto che alcuni studi indichino l’inefficacia della DPI in caso di infertilità non dovrebbe giustificare il divieto dello screening delle aneuploidie nelle coppie infertili (CHUV, SULM).
Inoltre, due partecipanti richiedono espressamente di consentire anche alle coppie fertili di età avanzata di sottoporsi allo screening delle aneuploidie per escludere in particolare una trisomia 21 (FMH, SULM).
Infine, quattro partecipanti auspicano che nell’ambito di una DPI eseguita per trattare un disturbo della fertilità di origine genetica o per evitare di trasmettere la propensione ad una malattia grave si segnalino anche mutazioni genetiche spontanee e anomalie cromosomiche senza effetti sulla fertilità. (Gen Suisse, MAM, SGMG, SULM). Limitare giuridicamente la DPI a malattie genetiche cosiddette «trasmissibili», vietando così l’analisi volta a individuare nuove mutazioni, rappresenterebbe una scelta obiettivamente immotivata ed incomprensibile.
• FVS e Viollier auspicano che la DPI venga sempre ammessa in presenza di
motivazioni mediche che successivamente consentirebbero eventualmente