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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine
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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 21
ra deliberata e mirata l’accesso alle materie prime, in particolare alle fonti energetiche oppure a mercati importanti per le importazioni o le esportazioni, oppure per lungo tempo non le è più garantito l’accesso per altri motivi – come risultato di avvenimenti non direttamente in relazione con il nostro Paese –, ciò può portare considerevole pregiudizio alla Svizzera, al suo approvvigionamento e pertanto alla sua prosperità economica.
L’elenco delle potenziali vulnerabilità potrebbe essere ulteriormente allungato. Non è praticamente possibile fornire un compendio esaustivo e sistematico di tutte le vulnerabilità ipotizzabili; non soltanto si correrebbe il rischio di procedere a un’operazione interminabile che sarebbe nociva per la comprensibilità, ma anche perché probabilmente ciò non sarebbe auspicabile sotto il profilo della politica di sicurezza. Lo scopo dell’esposizione che precede è di conseguenza soltanto quello di mostrare, nelle condizioni attuali, le vulnerabilità particolarmente pronunciate e pertanto, a complemento dell’usuale descrizione delle minacce e dei pericoli, di fornire un quadro completo dei possibili rischi. Inoltre, come nel caso delle minacce e dei pericoli, occorre considerare che non tutte le vulnerabilità concernono la politica di sicurezza. Vi sono vulnerabilità la cui probabilità e il cui potenziale di dannosità sono parimenti elevati, ma che tuttavia rientrano nella sfera di responsabilità di altri settori della politica. Questo è ad esempio il caso della vulnerabilità economica come si è manifestata in occasione della crisi finanziaria e bancaria, oppure della vulnerabilità nel campo della sanità pubblica, come nel caso delle pandemie (influenza H1N1, SARS). Normalmente in simili casi la politica di sicurezza non svolge alcun ruolo; essa non ha gli strumenti necessari. La politica di sicurezza deve prima di tutto occuparsi delle vulnerabilità sfruttate deliberatamente e in maniera mirata per danneggiare la Svizzera oppure determinate da possibili catastrofi naturali o tecnologiche.
34 Contesto regionale e organizzazioni importanti dal profilo della politica di sicurezza
La Svizzera è inserita in un contesto favorevole per quanto riguarda la politica di sicurezza: è infatti circondata da Stati che non minacciano di ricorrere alla forza militare, nemmeno se possono sussistere divergenze di interessi in questioni specifiche, e con i quali collabora strettamente anche in materia di politica di sicurezza. Verso l'esterno si estende poi una cintura ancora in fase di crescita di Stati democratici che sono fortemente integrati dal profilo economico e politico. Il fatto di trovarsi al centro di una delle regioni più stabili del mondo costituisce un fattore positivo essenziale per la sicurezza della Svizzera.
Le due organizzazioni europee più importanti sotto l'aspetto della politica di sicurezza, ovvero l'Unione europea (UE) e la NATO, si sono sviluppate notevolmente negli ultimi dieci anni. Il quadro generale è caratterizzato da movimenti in varie direzioni, in parte contradditorie.
Più importanza, meno unanimità:
da un lato, un numero sempre maggiore di Stati europei ha aderito all'UE e alla
NATO. Negli ultimi dieci anni, sia all'UE che alla NATO hanno aderito 12 Stati. Attualmente l'UE conta 27 Stati membri e la NATO 28. Nel frattempo gran parte degli Stati dell'ex blocco orientale ha aderito a queste organizzazioni e altri Stati dell'Europa orientale e sudorientale nonché del Caucaso meridionale stanno vagliando l'op-