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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine
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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 23
nelle zone di crisi e hanno lanciato varie operazioni di pace e di ricostruzione. Numerosi Stati europei impostano i loro eserciti in modo da avere a disposizione forze d'impiego più piccole e più flessibili che possano essere trasferite a grandi distanze, a scapito di una difesa territoriale contro un aggressore convenzionale.
D'altro lato, si è anche constatato che l'UE è tuttora in grado di condurre solo impie-
ghi militari minori e che singoli Stati hanno interessi nazionali e priorità storiche che non sono condivisi da tutti i membri dell'UE. Nella NATO gli Stati membri più grandi si sono mossi in modo unilaterale e, almeno finché l'impiego sembrava procedere secondo i piani, hanno puntato su «coalizioni di volontari» per evitare onerosi processi decisionali in seno all'Alleanza.
Dall'ambito civile a quello militare e viceversa:
da un lato, per quanto riguarda origini e sviluppo, nei primi decenni della loro esi-
stenza l'UE e la NATO sono rimaste saldamente radicate in ambiti separati. Le origini dell'UE sono connesse all'ambito economico, sebbene sia stata concepita sin dall'inizio anche come grande progetto di pace europeo. La NATO è invece stata fondata come alleanza difensiva di USA, Canada e Stati dell'Europa occidentale contro la minaccia militare da parte dell'Unione Sovietica.
D'altro lato, si constata però anche che l'UE s'impegna sempre di più nella politica di
sicurezza, guidando impieghi di promovimento della pace e estendendo la cooperazione in materia di polizia, giustizia e intelligence. Negli anni Novanta la NATO ha assunto la guida di impieghi di promovimento della pace su mandato del Consiglio di sicurezza dell'ONU e si occupa viepiù anche di minacce non militari.
Complessivamente va ribadito che l'UE e la NATO sono le due organizzazioni di politica di sicurezza più importanti in Europa e che il loro impegno rafforza anche la sicurezza della Svizzera. Nel periodo della Guerra fredda la NATO assunse un ruolo preminente in questo ambito. Oggi, tale ruolo è invece assunto in misura sempre maggiore dall'UE, la quale dal 2003 è diventata un attore sempre più importante nel campo del promovimento della pace. Nel frattempo essa ha effettuato numerosi impieghi militari e civili di promovimento della pace in Europa e al di fuori del nostro Continente. La Svizzera (ha) partecipa(to) a numerose di queste operazioni. Finora, per la partecipazione a ogni singolo impiego di promovimento della pace la Svizzera ha concluso un accordo speciale con l’UE. Un accordo quadro per la partecipazione a simili impieghi potrebbe sostituire detti accordi speciali. L’accordo quadro disciplinerebbe le modalità fondamentali applicabili a tutte le future partecipazioni della Svizzera a impieghi militari e civili di promovimento della pace dell’UE.
La collaborazione con la NATO e i suoi Stati membri si svolge nell'ambito di un programma specifico, il Partenariato per la pace, lanciato nel 1994 per creare un quadro per la collaborazione e le consultazioni tra la NATO, i suoi Stati membri e gli Stati che non fanno parte dell'Alleanza. Il Partenariato ha contribuito a migliorare le capacità di collaborazione nell'ambito del promovimento militare della pace e ha incentivato le trasformazioni nel campo della politica di sicurezza e in campo militare in numerosi Stati dell'Europa centrale, orientale e sudorientale. Nel frattempo circa la metà della trentina di Stati non membri della NATO che avevano aderito al Partenariato sono diventati membri dell'Alleanza, ciò che, almeno dal punto di vista della NATO, diminuisce l'importanza del Partenariato, tanto più che per i rapporti tra la NATO e la Federazione Rus-