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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine
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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 53
gli impieghi vengono svolti con altre forze armate e nell'appoggio all'assistenza umanitaria si tratta anche di cooperare con organizzazioni internazionali come pure con organi militari e civili di altri Stati.
La collaborazione non è soltanto una questione di volontà ma anche di capacità. La capacità delle forze armate o di parti di esse di collaborare negli impieghi con partner nazionali e internazionali viene denominata interoperabilità. In linea di principio l'interoperabilità accresce la libertà d'azione garantendo che, in caso di evento, per una collaborazione con partner nazionali e internazionali voluta a livello politico, non vi siano ostacoli tecnici, procedurali o dipendenti dalla mentalità. Dal punto di vista del Consiglio federale, occorre perseguire tale obiettivo fintanto che non crea vincoli di sorta e non compromette nemmeno la capacità dell'esercito di fornire le proprie prestazioni in caso d'impiego. Ciò vale di principio per tutti i compiti dell'esercito; per quanto concerne la difesa, oltre ad aspetti di diritto della neutralità, occorre tener conto anche di aspetti di politica di neutralità.36
5229 Conclusione: l'ulteriore sviluppo dell'esercito
Se vuole rimanere uno strumento efficace e sostenuto dall’opinione pubblica, l’esercito deve adeguarsi all’evoluzione della situazione in materia di politica di sicurezza, alle realtà in materia di risorse umane, alle condizioni finanziarie e alla società. Ciò corrisponde a una decisione del Consiglio federale del 26 novembre 200837 e, nella situazione attuale, significa concretamente quanto segue:
l'obbligo militare generale e il principio di milizia saranno mantenuti.
La strutturazione concreta del principio di milizia, compresi il modello d’istruzione e il modello di servizio, saranno verificati in permanenza, anche per quanto riguarda le possibilità di una riduzione dei costi.
L’effettivo complessivo dell’esercito sarà ridotto. La riduzione del numero dei militari si ripercuoterà a livello di esercito in una riduzione del numero delle formazioni (in particolare delle cosiddette «formazioni robuste», per es. artiglieria e truppe blindate) e degli stati maggiori.
L’organizzazione dell’esercito sarà adeguata ai futuri sviluppi in funzione delle necessità. Essa deve essere strutturata in modo tanto flessibile da non dover richiedere alcuna modifica della struttura di base se singoli battaglioni o compagnie vengono sciolti o ridimensionati per motivi di effettivi. Devono essere evitati i doppioni nell’esercito e nelle sue unità amministrative.
36 Sul piano del diritto della neutralità sarebbe senz'altro ammesso esercitarsi nella difesa comune con altri Stati al fine di massimizzare la libertà d'azione nel caso di un attacco contro la Svizzera. Per mantenere e rafforzare la credibilità della neutralità, a questo proposito è tuttavia opportuno dimostrare riserbo.
37 Il 26 novembre 2008 il Consiglio federale ha deciso che, parallelamente al rapporto sulla politica di sicurezza, il DDPS elabori un piano per ridurre senza indugio l’effettivo dell’esercito in considerazione delle condizioni demografiche del periodo 2010-2025. Tale riduzione deve comprendere anche una diminuzione del materiale, cosicché sia possibile provvedere alla manutenzione e alla modernizzazione del materiale rimanente con le risorse finanziarie pianificate. Il piano di riduzione deve considerare anche la problematica dell’apporto di personale nell’ambito dei quadri di milizia. Il rapporto sulla politica di sicurezza deve realizzare un nuovo equilibrio tra compiti e mezzi considerando le circostanze strategiche e la pianificazione finanziaria ordinaria. Un’ulteriore intensificazione della cooperazione internazionale dovrà avvenire in funzione delle necessità in materia di sicurezza ed essere compatibile sotto il profilo della politica interna.