Rapporto esplicativo

Consultazione 2010/63: Modifica della legge sulle banche (too big to fail, TBTF) · 71 pagine

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crisi, l’aumento di capitale può essere effettuato in modo rapido e completo. Gli interessi degli azionisti sono protetti dall’esigenza di motivi gravi per l’esclusione.

Dato che il capitale di riserva può essere utilizzato solo per potenziare i fondi propri, gli esempi indicati nell’articolo 652b capoverso 2 CO – l’assunzione di parti d’impresa o la compartecipazione dei lavoratori – non sono pertinenti. Un’esclusione del diritto di opzione può essere giustificata da valutazioni concernenti la regolamentazione del mercato dei capitali, segnatamente il collocamento rapido e senza intoppi delle nuove azioni nel contesto internazionale o il fatto che le azioni devono essere emesse al nuovo investitore speditamente per garantire la riuscita dell’aumento di capitale. L’esclusione del diritto di opzione è ammessa se è giustificata da un interesse oggettivo qualificato della società ed è necessaria per il raggiungimento dell’obiettivo, il principio della parità di trattamento degli azionisti è rispettato e l’esercizio del diritto non costituisce abuso.

Nel caso di ammissibilità dell’esclusione del diritto di opzione non dovrebbero, sostanzialmente, verificarsi diluzioni di capitale. Contemporaneamente, si deve tenere conto della particolare situazione (di crisi). Perciò le nuove azioni devono essere emesse alle condizioni di mercato. Un disaggio è però ammesso se è nell’interesse della società nell’ambito di un collocamento rapido e completo. Con questa formulazione il capoverso 5 fa riferimento al margine di apprezzamento giuridicamente non controllabile del consiglio di amministrazione e concretizza il principio dell’apprezzamento commerciale.

Il vincolo alle condizioni di mercato tiene conto della possibilità che contingenze negative, il problema del collocamento di una grande partita di azioni o il segnale negativo del ricorso al capitale di riserva possano spingere al ribasso il prezzo di emissione. Si chiarisce inoltre che in determinate circostanze un collocamento rapido e completo dei titoli può comportare una significativa riduzione rispetto al corso di borsa precedente. Il consiglio di amministrazione deve poter assicurare che il collocamento riesca al primo colpo, il che può giustificare una sorta di «margine di sicurezza» e di conseguenza un nuovo sconto. In una tale situazione, un danno d’immagine dovuto al collocamento incompleto delle nuove azioni sarebbe controproducente.

2.2.4 Capitale convertibile (art. 13 AP-LBCR)

2.2.4.1 Concetto

Il capitale convertibile consente di aumentare i fondi propri secondo l’articolo 9 capoverso 2 lettera a AP-LBCR senza influire sulla concorrenza; la banca può infatti assumere capitale di terzi che potenzialmente sostituisce il capitale proprio. Con l’emissione di prestiti condizionali obbligatoriamente convertibili («CoCos») o di strumenti di ammortamento (bond write-off) il finanziamento mediante capitali di terzi e i vantaggi a esso correlati rimangono immutati. In tempi di crisi la conversione consente di ridurre l’indebitamento. La cessazione del pagamento degli interessi e dell’ammortamento permette di migliorare anche lo stato di liquidità della banca.

La differenza principale con il capitale condizionale consiste nel meccanismo di conversione. Il capitale condizionale conferisce ai creditori un diritto di conversione grazie al quale possono partecipare a futuri aumenti del corso delle azioni. L’elemento opzionale del prestito convertibile classico rappresenta un valore patrimoniale indipendente. Nel caso dei CoCos, invece, la convertibilità ha luogo indipendentemente dall’influenza esercitata dal creditore non appena si raggiunge una soglia predefinita (trigger).